Striscia di Gaza settentrionale: nuovi caduti tra i militari israeliani

Israele

di Davide Cucciati

Lunedì 14 luglio 2025, tre soldati dell’esercito israeliano sono morti, mentre si trovavano all’interno di un carro armato, in seguito a un’esplosione verificatasi durante una missione nella zona di Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza. A darne notizia è stata la stessa Tzahal, come riportato dal Jerusalem Post. Le vittime sono il sergente maggiore Shoham Menahem, di 21 anni, originario del moshav Yardena, il sergente Shlomo Yakir Shrem, di 20 anni, residente a Efrat, e il sergente Yuliy Faktor, 19 anni, di Rishon Lezion. Tutti appartenevano alla 401esima brigata corazzata. Nello stesso incidente è rimasto gravemente ferito anche un ufficiale.

Secondo quanto riferito da Army Radio, l’esplosione è avvenuta intorno a mezzogiorno mentre l’unità era impegnata in un’operazione contro una cellula locale di Hamas e le relative infrastrutture terroristiche. In un primo momento si era ipotizzato che a colpire il carro armato fosse stato un missile anticarro. Tuttavia, nelle ore successive, Tzahal ha valutato come altamente probabile che si sia trattato di un incidente operativo causato dall’esplosione accidentale di un proiettile all’interno del mezzo. Le indagini sull’accaduto sono ancora in corso.

Pochi giorni prima dell’esplosione a Jabalya, un altro grave attacco ha colpito le forze israeliane nel nord della Striscia. Secondo quanto riferito da Ynet e dal Times of Israel, la sera del 7 luglio cinque soldati sono stati uccisi e altri quattordici feriti, due dei quali in modo grave, in un’imboscata avvenuta nei pressi della città di Beit Hanoun. Le truppe coinvolte operavano a piedi in una zona dove erano presenti anche mezzi corazzati e veicoli del genio militare. Una serie di ordigni esplosivi è stata fatta detonare a distanza, da miliziani di Hamas, colpendo inizialmente un primo gruppo di soldati e poi coloro che accorrevano in soccorso. Un terzo ordigno è esploso mentre una cellula di terroristi palestinesi apriva il fuoco in quello che il Comando Sud ha descritto come un agguato coordinato. I cinque soldati caduti sono il sergente di prima classe Benyamin Asulin, 28 anni, di Haifa, riservista in servizio nella Gaza Division, il sergente maggiore Noam Aharon Musgadian, 20 anni, di Gerusalemme, il sergente maggiore Meir Shimon Amar, 20 anni, anche lui di Gerusalemme, il sergente maggiore Moshe Shmuel Noll, 21 anni, di Beit Shemesh, e il sergente Moshe Nissim Frech, 20 anni, sempre di Gerusalemme. Quattro di loro prestavano servizio nel battaglione Netzah Yehuda della brigata Kfir, un’unità fondata per accogliere soldati haredim e composta ancora oggi prevalentemente da militari osservanti.

Come sottolineato da un precedente reportage pubblicato proprio su Mosaico, già a maggio 2025 i militari israeliani affermavano che la zona settentrionale della Striscia di Gaza fosse l’area più insidiosa: “Parlando con due soldati appena usciti dalla Striscia di Gaza, avevo ricevuto un’anticipazione chiara: il nord della Striscia resta l’area più ‘calda’, con scontri più intensi rispetto al sud”. Jabalya e Beit Hanoun, teatri degli ultimi attacchi mortali, confermano tragicamente quell’analisi.

Secondo il Times of Israel, il numero totale dei militari israeliani uccisi dal 7 ottobre 2023 è salito a 893. La fonte riporta che sei colonnelli figurano tra le vittime, il numero più alto di ufficiali di grado così elevato uccisi in combattimento negli ultimi decenni. Dei caduti, 329 sono morti durante l’attacco iniziale di Hamas il 7 ottobre, mentre 449 sono stati uccisi durante l’operazione terrestre nella Striscia di Gaza o in operazioni lungo il confine. A questi si aggiungono ventinove soldati uccisi nel nord di Israele da Hezbollah e gruppi affiliati, cinquantuno durante operazioni di terra in Libano, dodici in attacchi terroristici in Giudea e in Samaria e in territorio israeliano e cinque in operazioni antiterrorismo sempre in Giudea e in Samaria. Due soldati sono morti in un attacco con droni partito dall’Iraq, uno in un attacco missilistico balistico proveniente dall’Iran. Vi sono infine almeno 15 caduti per fuoco amico, malfunzionamenti di armamenti e incidenti non direttamente legati ai combattimenti.