Israele ha vaccinato 105mila lavoratori palestinesi con la prima dose

di Paolo Castellano

Continua la campagna vaccinale di Israele. Il 18 marzo il Ministero della Salute ha dichiarato alla ONG Physicians for Human Rights che lo Stato ebraico ha somministrato la prima dose del preparato contro il Coronavirus a 105mila lavoratori palestinesi. Inoltre, il governo israeliano ha intenzione di vaccinare i palestinesi che non hanno una residenza legale in Israele.

Come riporta Haaretz, il Ministero della Salute israeliano sta lavorando attivamente per somministrare il vaccino a tutti coloro che si trovano all’interno dei confini israeliani, compresi gli insediamenti. Infatti, il Coordinatore per le attività del governo nei territori (COGAT) ha dichiarato che nelle prossime settimane ci potrebbero essere ulteriori somministrazioni per i palestinesi che vivono negli insediamenti israeliani.

Secondo le comunicazioni ufficiali, la scorsa settimana 105mila palestinesi con permesso di lavoro hanno ricevuto la prima iniezione in attesa della seconda. Il richiamo del vaccino verrà effettuato a partire dal 4 aprile, quando riapriranno i punti vaccinali: 8 ai checkpoint e 5 negli insediamenti.

Stando alle stime della ONG Physicians for Human Rights migliaia di palestinesi che vivono in Israele necessiterebbero del vaccino: molti di loro non hanno la residenza, trovandosi nello Stato ebraico per motivi lavorativi, familiari e a causa di discriminazioni subite nelle loro città d’origine per la propria sessualità.

(foto: Israel Hayom)

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