Beniamin Netanyahu

Netanyahu: “Entro il mese di marzo l’intera popolazione israeliana verrà vaccinata”

Israele

di David Zebuloni
Nel bene e nel male, Israele continua a raggiungere dei primati mondiali. Da un lato continua l’ambiziosa missione “vaccini“, che registra un numero impressionante di 1.700.000 vaccini anti-Covid somministrati ai cittadini israeliani in meno di un mese, riservando così ad Israele l’ambito titolo di primo posto al mondo per somministrazione di vaccini. Dall’altro scopriamo invece un record di altra natura, decisamente più preoccupante, che conta 8.000 contagi giornalieri. Ovvero 8.000 nuovi casi al giorno di cittadini positivi al virus. Un numero mai raggiunto prima nello Stato Ebraico, che ha costretto il governo ad apportare delle ulteriori restrizioni all’attuale e già esistente lockdown.

Dal 27 di gennaio, infatti, Israele si trova costretto ad un terzo lockdown dalle peculiarità non molto definite. A differenza dei lockdown precedenti, questo terzo lockdown è risultato assolutamente inefficace, in quanto non chiaro rispetto alle restrizioni da rispettare. Le scuole sono rimaste aperte e così gran parte delle attività; il popolo israeliano ha dunque proseguito con la sua routine, causando un aumento drastico del tasso di mortalità e di contagio.

Le nuove restrizioni di questo terzo lockdown ci riportano al mese di aprile, quando il governo israeliano aveva annunciato il primo sofferto lockdown alla vigilia delle festività di Pesach. Chiudono dunque le scuole e i templi, i parrucchieri e i centri cosmetici, gli alberghi e i ristoranti (che possono lavorare solo per spedizioni). Il distanziamento concesso da casa di riduce a mille metri e lo spostamento da un’abitazione all’altra viene severamente proibito.

In un apparente buio totale, vi sono anche dei punti di luce. Vi è la consapevolezza di essere all’ultima (vera) fase di questo anno agognato all’insegna del Covid. “Sono lieto di comunicarvi che Israele sarà il primo Stato al mondo ad uscire dalla crisi generata dal Covid”, ha dichiarato la scorsa sera il premier Netanyahu ad una conferenza stampa trasmessa in diretta nazionale. “Grazie al mio accordo con Pfizer, potremo finire di vaccinare l’intera popolazione israeliana entro il mese di marzo”.

Una promessa che riesce a restituire un po’ di speranza a quei milioni di cittadini disoccupati che l’avevano persa. Intanto, in attesa della seconda spedizione massiva di vaccini firmati Pfizer, è arrivata questa settimana in Israele un’importante spedizione di vaccini firmati Moderna. “Questi vaccini sono riservati a quei cittadini che non possono venire nei centri medici per farsi vaccinare”, ha spiegato Netanyahu. “A tutti coloro i quali sono costretti alle mura di casa e sono impossibilitati ad uscire: non temete, questi vaccini sono per voi.”

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