L’Ue: sì alla Palestina, no a Hamas terrorista. L’ira di Israele

Israele

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European Parliament Session in StrasbourgCon 498 voti favorevoli, 88 contrari, 111 gli astenuti, il Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato mercoledì 17 dicembre la risoluzione, redatta da cinque gruppi politici, che sostiene il riconoscimento «in linea di principio» dello Stato di Palestina.

«L’Ue sostiene in linea di principio il riconoscimento dello Stato palestinese e la soluzione a due Stati – si legge nel documento – , e ritiene che ciò debba andare di pari passo con lo sviluppo dei colloqui di pace, che occorre far avanzare». A questo proposito il Parlamento ribadisce «il proprio fermo sostegno a favore della soluzione a due Stati basata sui confini del 1967, con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati e con uno Stato di Israele sicuro e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente contiguo e capace di esistenza autonoma, che vivano fianco a fianco in condizioni di pace e sicurezza, sulla base del diritto all’autodeterminazione e del pieno rispetto del diritto internazionale».

I deputati, inoltre, chiedono di mettere fine alle divisioni tra i partiti palestinesi e invitano a consolidare il consenso nei confronti del governo dell’Autorità palestinese. Infine, vengono ritenuti illegali gli insediamenti israeliani ai sensi del diritto internazionale, si chiede all’Ue di diventare un facilitatore nel processo di pace e all’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini di favorire una posizione comune europea per la soluzione del conflitto.

Hamas fuori dalla lista dei terroristi
Quello che però colpisce di più è l’annullamento da parte del Tribunale Ue dell’iscrizione di Hamas dalla lista nera Ue delle organizzazioni terroriste «per motivi procedurali», ma ne mantiene temporaneamente in vigore gli effetti per garantire il congelamento dei beni. Ciò, precisano dal Tribunale, non implica apprezzamenti di fondo sulla natura di Hamas. Tuttavia la sentenza del tribunale non è stata accettata dall’Unione europea, in quanto «una sentenza legale, non decisione politica»,: il Consiglio può decidere di fare appello, nel frattempo «le misure restrittive restano in atto» e «questo significa che la Ue continua a considerare Hamas un’organizzazione terroristica»ha detto la portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera, Maja Kocijancic.

Le reazioni: l’ira di Israele
Soddisfazione da parte di Hamas. «È questa la correzione di un errore commesso dalla Ue nel 2003» ha detto Sallah al-Brdwail, un dirigente di Hamas, alla agenzia al-Quds. «Il terrorismo è la occupazione (israeliana, ndr) e noi ne siamo le vittime». Mentre da Israele il Primo Ministro Beniamin Nethanyahu parla di “ipocrisia europea”. “Troppe persone in Europa, sul cui suolo sono stati uccisi sei milioni di ebrei, non hanno imparato nulla – ha dichiarato -. Israele non accetta i chiarimenti dell’Ue che la decisione del tribunale su Hamas sia soltanto un tema tecnico. Ci aspettiamo che l’Ue prontamente ridefinisca Hamas come organizzazione terroristica. Continueremo a combattere Hamas con forza e determinazione, in modo che non possa mai raggiungere il suo scopo».

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