Vaccino contro il coronavirus

Il centro israeliano IIBR primeggia negli studi sul Covid-19. Dai test sui roditori agli 8 anticorpi individuati

Israele

di Michael Soncin
“Sulla base delle pubblicazioni scientifiche provenienti da tutto il mondo, sembra che l’IIBR – in merito alla ricerca sul coronavirus – sia il primo istituto a realizzare una svolta scientifica che soddisfi contemporaneamente tutti e tre i parametri menzionati“, afferma, secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, l’uscente Ministro della Difesa Naftali Bennett, in una dichiarazione a nome dell’istituto.

L’obiettivo raggiunto da parte dell’IIBR Israel Institute for Biological Research si riferisce in particolare a quando il laboratorio aveva identificato un anticorpo che neutralizza il coronavirus, studio classificato come rivoluzionario.

I tre parametri chiave riguarderebbero in primis che si tratta di un anticorpo monoclonale, del fatto che contiene una percentuale bassa di proteine “dannose” e che è una specie molecolare “nuova”. I biologi hanno dimostrato la capacità dell’anticorpo di neutralizzare la SARS-CoV-2 (Covid-19).

Nel frattempo è salito a 8 il numero di anticorpi finora isolati. Essi saranno utili a sviluppare un futuro farmaco per il trattamento della malattia causata dal nuovo coronavirus.

Oltre alle possibili cure, l’Istituto Israeliano per la Ricerca Biologica (IIBR) ha completato con ottimi risultati il vaccino contro il Covid-19 sui roditori. Il prossimo passo – informa l’emittente televisivo Israel N 12 – sarà testarlo su altri modelli animali e poi infine sull’uomo.

“Se l’esperimento procede come previsto, l’IIBR potrebbe completare lo sviluppo del vaccino entro un anno o meno”.

 L’esperimento iniziato il mese scorso, su precedente direttiva del ministro Netanyahu, ha somministrato il vaccino al 50% dei roditori, infettandoli poi tutti con il Covid-19. È emerso che i roditori vaccinati non si sono ammalati mentre i non vaccinati hanno contratto il coronavirus.  Naftali Bennett ha definito il traguardo, “un altro passo importante nello sviluppo di una cura, l’IIBR sta lavorando 24 ore su 24 per trovare una soluzione”.

Il laboratorio di Ness Ziona fa rapporto sulla situazione Covid-19 all’Ufficio del Primo Ministro e lavora a stretto contatto con il Ministero della Difesa sotto censura militare protetta.

A dimostrazione di uno studio che abbraccia più soluzioni per sconfiggere la pandemia, gli scienziati del centro di ricerca sono inoltre impegnati nella raccolta del plasma dai soggetti infetti, nella speranza che possa essere d’aiuto ai loro studi.

“Il trattamento di pazienti malati con gli anticorpi, spesso indicato come “vaccino passivo”, è qualcosa che è stato fatto per decenni con altri virus ed è considerato un processo più semplice, lo sviluppo di un nuovo “vaccino attivo” è più complesso”.

Dal MIGAL, un altro istituto israeliano agli studi sul vaccino, ha affermato all’inizio di questo mese di prevedere di iniziare lo studio sull’uomo di quello che sarebbe un vaccino orale.

Non resta che attendere e sperare.

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