Congressi sionistici negli anni: repetita iuvant

Israele

1897. Il primo Congresso Sionistico si apre a Basilea con una serata di gala per la quale i delegati sono tenuti a indossare abito da cerimonia a code. Erano circa 200 provenienti da 17 paesi. Theodor Herzl fu eletto presidente dell’Organizzazione Sionistica, chiamata poi Organizzazione Sionistica Mondiale.

1903. Al 6° Congresso Sionistico, Herzl propose l’Uganda come rifugio provvisorio per gli ebrei in pericolo. La proposta suscitò un finimondo e si arrivò quasi a una spaccatura nel movimento. Il Programma Uganda fu definitivamente accantonato al 7° Congresso Sionistico del 1905.

1931. Il leader revisionista Ze’ev Jabotinsky invitò l’Organizzazione ad adottare una risoluzione che affermava che il fine del sionismo era l’insediamento della maggioranza ebraica in uno stato ebraico in Palestina sulle due rive del Giordano. Quando il Congresso bocciò la risoluzione, Jabotinsky strappò la sua tessera di delegato gridando: “Questo non è un congresso Sionistico!”.

1946. Il primo Congresso dopo l’Olocausto approvò il piano di spartizione. I delegati votarono a favore di un programma secondo cui “la Palestina si costituisce come stato (Commonwealth) ebraico integrato nella struttura del mondo democratico”.

1951. Il Congresso Sionistico Mondiale si riunisce in seguito alla creazione dello stato di Israele. Si propone di stabilire se gli scopi del sionismo debbono venir modificati. I delegati approvano il Programma di Gerusalemme, secondo cui “compito del sionismo è il consolidamento dello stato di Israele, l’assorbimento degli esuli in Eretz Israel e promuovere l’unità del popolo ebraico”. Il Programma di Gerusalemme venne rivisto nel corso del 27° Congresso del 1968 e aggiornato nel giugno 2004 in occasione del Consiglio Generale Sionistico.

Ora si apre a Gerusalemme il 35° Congresso Mondiale. Qual è il compito del sionismo oggi?

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