Il convegno sulla sanità israeliana

Sanità israeliana e Italia: quando l’eccellenza incontra la solidarietà

Eventi

di Carlotta Jarach
Collaborazione e opportunità. Sono stati questi i protagonisti della conferenza “Sanità in Israele, ricerca, innovazione e solidarietà”, presso la sala congressi di Palazzo Reale a Milano lo scorso martedì 24 ottobre. Organizzato dall’Associazione Italia Israele con la collaborazione dell’Associazione Medica Ebraica (AME) e degli Amici dell’Università di Gerusalemme, il convegno ha affrontato tanti temi toccati dai molteplici relatori intervenuti a parlare ad un pubblico numeroso.

Oltre ai relatori, importanti figure hanno presenziato, tra cui, nelle vesti di moderatore, il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara. E ancora, Marco Paganoni, giornalista e direttore del sito d’informazione Israele.net, David Fargion, presidente dell’AME Milano, Baroukh Maurice Assael, direttore del Centro Fibrosi Cistica di Verona e Maurizio Fornari, responsabile dell’Unità Operativa Neurochirurgia presso l’Humanitas di Milano.

In apertura, la presentazione di Francesca Levi Schaffer, dal titolo “Tutto quello che volevate sapere sulle allergie ma non avete avuto il coraggio di chiedere”, dopo il saluto di benvenuto del presidente dell’Associazione Italia Israele di Milano, Mons. Pier Francesco Fumagalli. Tra gli altri relatori, Joel Zlotogora, genetista dell’Hadassah Hospital, Isaiah Wexler, direttore del centro malattie croniche, metaboliche e disordini alimentari nell’infanzia dell’Hadassah Hospital, Itzhak Avital, direttore del centro tumori del Soroka Medical Center (Beer Sheva), e Simone Botti, CEO Metabomed.

Far scoprire la realtà israeliana alla cittadinanza milanese grazie ad un ciclo di incontri in vista del 70esimo anno dell’indipendenza la prossima privare. E quale miglior inizio se non la sanità, campo in cui Israele eccelle? Sanità che è sinonimo di solidarietà, per esempio nei confronti dei feriti siriani o delle comunità dei beduini, come hanno ricordato Paganoni e Mortara.

“La serata odierna – ha spiegato infatti Mortara – ha lo scopo di far conoscere al pubblico italiano un aspetto della realtà israeliana che spesso i media non diffondono. La sanità, l’aiuto a chi ha bisogno sono stati i mezzi con i quali si è riusciti a superare le barriere e le incomprensioni politiche”. Mortara ha anche ricordato “i progetti di collaborazione tra autorità palestinese, istituzioni italiane e israeliane che hanno permesso la cura, senza fare tanto clamore, ed il trapianto di bimbi leucemici a Pesaro o gli interventi al cuore per i cardiopatici in Veneto, e poi sono stati successivamente seguiti dagli ospedali israeliani come pure le triangolazioni tra Hadassa, Gaza e le organizzazioni internazionali per la cura di bimbi affetti da mucoviscidosi o l’assistenza offerta dagli ospedali israeliani ai feriti della spaventosa tragedia siriana”.

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