Il Ministro della Difesa israeliano Benny Gantz

Il futuro del Medio Oriente secondo Benny Gantz

Eventi

di Nathan Greppi
Benjamin Gantz, Ministro della Difesa d’Israele, ha rilasciato le sue prime interviste fuori da Israele mercoledì 18 novembre nel corso di un dibattito su Zoom tenuto dall’Associazione Svizzera Israele (sezione Canton Ticino), dal titolo Israele ed il futuro del Medio Oriente. L’incontro, moderato dal giornalista italo-israeliano Carmel Luzzatti (già shaliach in Italia del Keren Hayesod), ha visto Gantz rispondere alle domande di tre importanti firme di grandi media italiani e svizzeri.

Dopo i saluti istituzionali dell’Ambasciatore israeliano in Svizzera Jacob Keidar, del Ministro della Diaspora israeliano Omer Yankelevich e dello stesso Gantz, il primo a fargli domande è stato Luzzatti, che gli ha chiesto se è vero, come ha sostenuto il New York Times, che un agente del Mossad ha preso parte all’uccisione a Teheran del numero due di Al Qaeda: “Dirò due cose,” ha risposto. “Primo: noi non assassiniamo nessuno. Lanciamo attacchi preventivi, ma non potrei approvare un assassinio.”

Il responsabile esteri del Corriere del Ticino, Andrea Colandrea, ha chiesto a Gantz “cosa si aspetta dal governo svizzero nel prossimo futuro” in merito alle trattative per la pace in Medio Oriente, considerando anche la questione del nucleare iraniano. Gantz ha risposto che “ho apprezzato molto i tentativi del governo svizzero di voler essere parte queste questioni internazionali, in tempi in cui le parti non vogliono parlarsi. La prima cosa che mi aspetto è che non si arrendano in questa missione.” Parlando invece dell’Europa in generale, ha detto che “dovrebbe capire che la più grande campagna di pressione (sull’Iran) messa in atto dagli americani non era fine a sé stessa, ma era per impedirgli di ottenere il nucleare. […] Se l’Iran ottiene il nucleare, minaccerà Israele, e quindi non dobbiamo permetterglielo.”

Dei suoi rapporti con il Primo Ministro ed ex-rivale Benjamin Netanyahu gli ha chiesto dettagli il direttore del gruppo Blick Christian Dorer: “Mi sto coordinando bene con il Primo Ministro soprattutto nella lotta al coronavirus e per la sicurezza d’Israele. Non credo che non si debbano tenere nuove elezioni almeno per i prossimi due anni, la cosa migliore da fare è far funzionare la coalizione per il bene d’Israele e del Popolo Ebraico in generale. Ma non verrò meno ai miei principi, soprattutto in materia di democrazia e del volere una buona amministrazione.”

Maurizio Molinari, direttore de La Repubblica, ha chiesto a Gantz le sue opinioni sugli Accordi di Abramo: “Vi è posto per i palestinesi all’interno degli Accordi? E come pensa che l’Amministrazione Biden si stia approcciando agli Accordi?” Il ministro ha risposto che “è uno sviluppo molto positivo della situazione. Io ero contro l’annessione unilaterale dei territori, e penso che studiando la storia le persone capiranno come ci fu un’azione strategica in tutto questo.” Con tutti i paesi mediorientali e africani che sembrano voler seguire questo trend, pensa che “se le persone pensavano che non si potesse risolvere nulla senza un accordo con i palestinesi, oggi sono i palestinesi che dovrebbero capire che non dovrebbero rimanere indietro. Se i palestinesi capiranno, come noi, che ogni parte deve mettere da parte i propri sogni e guardare la realtà, penso che ci sarà modo per entrambi di andare avanti.” Ha aggiunto che i due popoli dovrebbero governarsi ciascuno per conto suo.

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