concerto conservatorio giorno memoria 2026

Al Conservatorio una serata di grande musica per ricordare. E celebrare la vita

Eventi

di Ilaria Myr
Oltre 1200 persone hanno voluto esserci, nonostante la pioggia battente, per onorare la memoria della Shoah. Sul palco, l’Ensemble World Musica del Conservatorio di Milano, che sotto la direzione di Alberto Serrapiglio ha magistralmente eseguito brani klezmer e musiche yiddish.

 

È un Conservatorio gremito quello in cui si è tenuto il 27 gennaio il tradizionale concerto per il XXVI Giorno della Memoria, quest’anno dedicato alla Musica Klezmer e canzoni Yiddish. Oltre 1200 persone hanno voluto esserci, nonostante la pioggia battente, per onorare la memoria della Shoah e ricordare una delle pagine più buie della storia contemporanea: una partecipazione massiccia, che ha rincuorato e fatto sperare molti di noi che, al di là dei continui tentativi da parte di tanti di strumentalizzare la Shoah per calcoli politici o ideologici, vi sia ancora gente che ha a cuore la Memoria.

L’evento era organizzato dal Conservatorio “G. Verdi” di Milano in collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah di Milano, e patrocinato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, con la partecipazione della Fondazione CDEC, della Comunità Ebraica di Milano e della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.

Sul palco, l’Ensemble World Musica del Conservatorio di Milano, un gruppo di giovani talentuosissimi musicisti provenienti da diversi Paesi del mondo, che sotto la direzione di Alberto Serrapiglio hanno eseguito brani klezmer e musiche yiddish. Le musiche suonare dai musicisti e i brani cantati in Yiddish dai bravissimi Enrico De Marco e Chiara Pavone hanno trasmesso ai presenti gioia e tristezza, ricordo e speranza.

Fra un brano e l’altro, le spiegazioni del maestro Serrapiglio, che ne spiegava i contenuti e la storia. Dai malinconici Dona Dona e Rivkele, che venivano anche eseguiti nei campi di concentramento ai  ritmati e travolgenti Yiddish blues e Bei Mir Bistu Shein, brano di chiara origine klezmer reso noto negli anni ’30 negli usa dalle Andrews Sisters, passando per un tango (il Tango de la Muerte), tipologia di musica tollerata dai nazisti, per concludere con il celeberrimo Tumbalalaika.

Molto intensa la lettura di un brano da La Notte di Elie Wiesel, eseguita dal giovane Emanuele Paolino. E poi l’esecuzione dello struggente Qaddish di Maurice Ravel da parte della violinista Silvia Borghese e il pianista Giacomo Sebastiano Benzing, giovani musicisti pluripremiati.

Uan standing ovation e applausi sinceri hanno premiato i bravissimi musicisti e il loro direttore, e soprattutto omaggiato la memoria della Shoah.