di Anna Balestrieri
Il direttore de Il Giornale nuovamente nel mirino dopo le sue prese di posizione sul radicalismo islamico. Il presidente della Comunità ebraica milanese richiama la politica e la società civile alla difesa della libertà di stampa.
Nuove minacce contro Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale. Il 2 novembre il quotidiano ha denunciato l’ennesimo episodio intimidatorio nei confronti del giornalista, riferendo di messaggi di matrice islamista nei quali Cerno sarebbe stato accusato di essere un «infedele». Una minaccia che la testata ha definito una «fatwa» e che si inserirebbe in una serie di intimidazioni ricevute negli ultimi mesi.
I precedenti
Secondo quanto riportato da Il Giornale, alla redazione arriverebbero con frequenza lettere e messaggi minacciosi, riconducibili a diversi ambienti estremisti. Al centro delle contestazioni vi sarebbero soprattutto gli articoli e gli interventi pubblici di Cerno sul radicalismo islamico e sui presunti rapporti tra alcune organizzazioni estremiste e settori dell’attivismo politico.
Non sono stati resi pubblici, nelle fonti finora consultate, elementi sufficienti per ricostruire autonomamente l’identità degli autori e l’esatta natura delle ultime minacce. Resta tuttavia la gravità delle intimidazioni denunciate, che hanno suscitato numerose reazioni istituzionali.
Il direttore ha risposto pubblicamente, attraverso il proprio profilo X, dichiarando di voler continuare il lavoro giornalistico nonostante le minacce ricevute.
La vicenda ha provocato la solidarietà di diversi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Sono intervenuti anche esponenti del governo e delle forze parlamentari di centrodestra, ribadendo la necessità di tutelare il diritto di informare e di esprimere liberamente le proprie opinioni. Le dichiarazioni sono state raccolte da Il Giornale e riprese da altre testate.
La solidarietà della Comunità ebraica di Milano
Alle manifestazioni di solidarietà si aggiunge quella della Comunità ebraica di Milano. Il presidente Walker Meghnagi ha espresso una ferma condanna delle intimidazioni, richiamando il rischio di un clima nel quale il dissenso politico e il confronto giornalistico possano essere condizionati dalla paura.
«Esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà a Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale, e a tutti i giornalisti del quotidiano, per le gravissime minacce ricevute da gruppi dell’islamismo radicale. Chi minaccia un giornalista per le sue idee, le sue inchieste, le sue denunce, minaccia la libertà di tutti. In una democrazia la libertà di informare e di esprimersi non si negozia. Se cade per uno, cade per tutti. Il clima di intimidazione verso il giornalismo da parte dei Pro Pal più fanatici è inquietante e non può essere sottovalutato. Come ai tempi delle Brigate Rosse, è fondamentale che tutta la società e tutta la politica si esprimano con chiarezza contro questi atti intimidatori. Al direttore Cerno e alla sua redazione va la vicinanza di tutta la Comunità. Non devono sentirsi soli», ha dichiarato Meghnagi.
Il riferimento alle Brigate Rosse, evocato dal presidente della Comunità ebraica, richiama la memoria degli anni in cui la violenza politica tentava di condizionare la vita democratica italiana. Un paragone forte, con il quale Meghnagi intende sottolineare l’esigenza di una condanna pubblica e trasversale di ogni forma di intimidazione.



