di Pietro Baragiola
Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre un giovane ha usato il motorino per fare irruzione in un ristorante kasher. Dopo aver distrutto la porta d’ingresso, il vandalo è entrato nel locale si è diretto verso la cassa e, trovandola vuota, ha rubato uno degli I-Pad usati per segnare le comande. Ecco cos’è accaduto allo Snubar, il locale kasher di cucina libanese situato in Via Washington 13 a Milano e punto di riferimento per molti membri della Comunità ebraica della città.
A raccontarci il fatto è stato Youri Halwani che, insieme ai fratelli, amministra il locale dove lavorano i genitori Paula e Vico.
“Quando sono arrivato la mattina dopo la polizia era già sul posto insieme agli agenti della scientifica e alla Digos in quanto, essendo un luogo sensibile ad episodi antisemiti, hanno dovuto valutare la possibilità di un attacco mirato” ha spiegato l’amministratore. “Noi non lo escludiamo ma, finché non avremo ulteriori prove a riguardo, riteniamo che, in questa occasione, si sia trattato di un furtarello.”
Le provocazioni al ristorante
Dopo averci parlato di alcuni incidenti antisemiti tra cui il disegno di una svastica all’interno di uno dei bagni di Snubar, Youri ci ha raccontato che negli anni non sono mancate provocazioni ai suoi gestori: “dai passanti che rivolgevano insulti come “F*** Israel” alle tre o quattro bandiere palestinesi esposte ai piani superiori del palazzo”.
In alcune occasioni, inoltre, i clienti seduti ai tavoli sarebbero stati colpiti da secchiate d’acqua gettate dall’alto con il pretesto di annaffiare le piante.
Questi fatti, aggiunti all’intrusione avvenuta il 31 ottobre, hanno scatenato la preoccupazione della Comunità ebraica milanese, la cui vicepresidente Dalia Gubbay si è recata personalmente al ristorante per esprimere il suo sostegno ai proprietari: “sono orgogliosa di come i gestori abbiano reagito tirandosi su le maniche e rimettendo in piedi l’attività in mezza giornata di lavoro.”
“Non possiamo permetterci di restare chiusi, anche per il profondo rispetto che nutriamo nei confronti della nostra clientela” ha risposto Youri che è rimasto molto colpito dalla solidarietà ricevuta dai membri della Comunità. “In molti sono arrivati da noi proprio la sera stessa per manifestare il loro supporto. Per quanto riguarda quanto accaduto, io e la mia famiglia diciamo sempre ‘Si passa e si va oltre’ e non ci lasceremo fermare da queste aggressioni che negli ultimi giorni stanno colpendo sempre più città”.
A sottolineare questo spirito d’iniziativa, la pagina Instagram di Snubar ha affrontato con ironia l’accaduto, pubblicando una foto dell’ingresso danneggiato, accompagnata da un messaggio: “hanno provato a rubare la nostra ricetta del Crispy Schnitzel…ma non ci sono riusciti! Stiamo tutti bene!”
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La storia di Snubar
Dietro lo Snubar, c’è una storia famigliare che affonda le proprie origini nella tradizione gastronomica libanese. A dare vita all’attività sono stati Paula e Vico Halwani che hanno deciso di portare a Milano i sapori della loro cucina, reinterpretandoli nel rispetto delle tradizioni kosher.
Nato inizialmente come servizio di catering, dedicato alla preparazione di piatti per eventi e occasioni privati, durante la pandemia Snubar ha deciso di reinventarsi sviluppando un nuovo menù e affidandosi alle consegne a domicilio attraverso Deliveroo.
“Questo passaggio ci ha consentito di raggiungere nuovi clienti e consolidare l’attività, fino alla decisione di aprire un vero e proprio ristorante in via Washington” ha aggiunto Youri.
Anche il nome del locale racconta la sua doppia identità culturale: “Snubar” deriva dal termine arabo che significa “pinolo”, ingrediente largamente utilizzato nella cucina libanese, ma richiama al tempo stesso la parola italiana “bar”, creando un ponte linguistico tra la tradizione mediorientale e la clientela milanese.
Oggi l’attività coinvolge due generazioni della stessa famiglia: Paula e Vico continuano a occuparsi della cucina e dell’operatività quotidiana, mentre Youri e fratelli seguono la gestione del locale. Una storia di imprenditoria e passione famigliare che neppure furti e porte sfondate sono riusciti ad interrompere.





