Una scena di The Diplomat

“The Diplomat 4” arriva su Netflix: la nuova stagione rende omaggio a Hersh Goldberg-Polin e Aner Shapira

Spettacolo

di Pietro Baragiola
Nel sesto episodio si parla di un uomo di nome Herschel Pollen, di Richmond, in Virginia, che ha visto una granata rotolare proprio ai piedi di mio padre. L’ha raccolta e l’ha lanciata lontano. È esplosa a pochi centimetri dalla sua mano e lui ha perso il braccio. Il nome Herschel Pollen è un chiaro richiamo a quello di Hersh Goldberg-Polin, vissuto a Richmond nell’infanzia, e che ha buttato fuori dal rifugio il 7 ottobre una granata perdendo un pezzo di braccio.

 

Giovedì 15 ottobre su Netflix è uscita la quarta stagione di The Diplomat, la serie politica con protagonista Keri Russell che vede un’ambasciatrice americana nel Regno Unito alle prese con crisi internazionali e intrighi diplomatici.

Tra le novità di questa nuova stagione troviamo una storia apparentemente lontana dagli eventi contemporanei ma che nasconde quello che sembra essere un omaggio a Hersh Goldberg-Polin e Aner Shapira, i due giovani israeliani diventati simbolo del massacro compiuto da Hamas.

The Diplomat è stata creata dalla sceneggiatrice e produttrice Debora Cahn, discendente di sopravvissuti alla Shoah, che in passato ha raccontato come le proprie origini ebraiche abbiano influenzato il suo modo di interpretare la politica internazionale e le storie portate sullo schermo.

L’omaggio di The Diplomat

La scena si svolge nel sesto episodio durante una conversazione tra Frances Munning (Penny Downie), responsabile della residenza dell’ambasciatore americano a Londra, e Stuart Hayford (Ato Essandoh), collaboratore dell’ambasciatrice.

Spiegando la propria simpatia per gli americani, Frances ricorda una vicenda vissuta dal padre durante la Seconda guerra mondiale: “aveva partecipato all’avanzata alleata attraverso il Belgio e la sua unità era aggregata alla Nona Divisione corazzata americana. Un giorno, un uomo di nome Herschel Pollen, di Richmond, in Virginia, ha visto una granata rotolare proprio ai piedi di mio padre. L’ha raccolta e l’ha lanciata lontano. È esplosa a pochi centimetri dalla sua mano e lui ha perso il braccio ma, in compenso, ha salvato la vita a mio padre.”

Il nome Herschel Pollen è un chiaro richiamo a quello di Hersh Goldberg-Polin, mentre Richmond è la città americana nella quale il giovane ostaggio di Hamas ha trascorso parte dell’infanzia insieme alla famiglia.

Ma è soprattutto il riferimento alla granata a collegare il racconto dell’episodio agli eventi del 7 ottobre.

Quella mattina, dopo essere fuggito dal Nova Music Festival, Hersh si è rifugiato insieme ad altri ragazzi in un bunker antiaereo nei pressi di Re’im. Tra loro c’era anche l’amico Aner Shapira, che ha tentato eroicamente di proteggere il gruppo dalle granate lanciate dai terroristi di Hamas.

Shapira è riuscito ad afferrarne ben sette, rilanciandole all’esterno una dopo l’altra. L’ottava però è esplosa, uccidendolo.

Hersh, invece, rimasto gravemente ferito e privo della parte inferiore del braccio sinistro, è stato rapito e portato nella Striscia di Gaza dove, dopo quasi undici mesi di prigionia, è stato assassinato insieme ad altri cinque ostaggi: Carmel Gat, Eden Yerushalmi, Ori Danino, Alexander Lobanov e Almog Sarusi.

La reazione dei famigliari

A commentare l’omaggio presente nella serie è stato Jon Polin, padre di Hersh, che ha espresso il proprio apprezzamento in una dichiarazione rilasciata al quotidiano israeliano Ynet.

“Sebbene non abbiamo avuto alcun contatto con gli sceneggiatori o con il team di The Diplomat, apprezziamo il chiaro riferimento che hanno inserito per il nostro defunto figlio Hersh così come per il compianto Aner Shapira, uno dei veri eroi di quel terribile 7 ottobre” ha scritto Polin sul suo profilo X, sottolineando il valore della memoria, soprattutto di fronte ai tentativi di negare o ridimensionare quanto accaduto. “In un momento in cui alcuni cercano di riscrivere la storia o minimizzare il massacro di Hamas, è confortante sapere che molti altri si rifiutano di smettere di parlare di Hersh, Aner e delle altre vittime, e continuano a ricordarli, anche attraverso riferimenti discreti.”

Al momento, né Netflix né gli autori hanno chiarito chi abbia ideato l’omaggio ai due giovani o come sia stato inserito nel copione. Ci resta solo il grande valore di una scena che, attraverso un racconto ambientato durante la Seconda guerra mondiale, ha provato a mantenere vivo il ricordo e il coraggio delle vittime del 7 ottobre davanti ad un pubblico internazionale.