di Nathan Greppi
Diverse sono le prospettive dei vari autori che arricchiscono l’opera: il saggio di Spagnoletto, ad esempio, racconta come viene presentato il concetto di esilio nella Torah, e in particolare nella Genesi, partendo dalla cacciata di Adamo ed Eva dal Gan Eden per arrivare al rapporto dei Patriarchi con la terra d’Israele.
Nel corso delle loro rispettive storie, il popolo ebraico e quello italiano sono stati accomunati dal dover spesso migrare verso altri paesi; il primo per sfuggire a persecuzioni e discriminazioni, il secondo per sfuggire alla povertà e alla precarietà. E talvolta, ebrei e dissidenti italiani hanno dovuto lasciare l’Italia per le stesse ragioni, soprattutto ai tempi del regime fascista.
L’intreccio tra queste due storie è stato approfondito dal recente volume Esuli ebrei e non ebrei nella storia d’Italia, curato da Pietro Pinna, docente di storia contemporanea all’Università di Torino, e Amedeo Spagnoletto, direttore del MEIS (Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah) di Ferrara. Non a caso, il libro ha origine da una serie di conferenze organizzate dal MEIS e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.
Diverse sono le prospettive dei vari autori che arricchiscono l’opera: il saggio di Spagnoletto, ad esempio, racconta come viene presentato il concetto di esilio nella Torah, e in particolare nella Genesi, partendo dalla cacciata di Adamo ed Eva dal Gan Eden, per arrivare al rapporto dei Patriarchi con la terra d’Israele.
Incentrato invece sul concetto di galut, la diaspora, è il saggio di Massimo Giuliani, che insegna pensiero ebraico all’Università di Trento. In particolare, egli affronta come diversi pensatori ebrei hanno analizzato il tema della galut, anche in rapporto alla modernità e all’avvento del sionismo.

Altri contributi hanno analizzato situazioni più specifiche: lo storico della Statale di Milano Germano Maifreda ha trattato l’ebraismo italiano durante il Risorgimento, mentre il ricercatore Martino Oppizzi ha approfondito le vicende degli esuli ebrei e italiani in Tunisia tra ‘800 e ‘900, e in particolare durante il fascismo.
Il volume curato da Pinna e Spagnoletto fa riemergere prospettive e punti di vista diversi tra loro, ma accomunati da un interesse genuino per le vicende di due popoli che hanno molto più in comune di quello che si è generalmente portati a pensare.
Pietro Pinna, Amedeo Spagnoletto (a cura di), Esuli ebrei e non ebrei nella storia d’Italia, Pendragon, pp. 153, 18,00 €.



