di Nathan Greppi
Gli attacchi sui social contro il cantante italiano sono arrivati dopo che, domenica 13 settembre, ha tenuto un concerto per Rosh Hashanà al Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv, facendo il tutto esaurito. La sua risposta: “In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte”.
Negli ultimi mesi, non sono mancati i casi di musicisti presi di mira per aver “osato” difendere Israele, o quantomeno per non essersi uniti alla propaganda d’odio contro lo Stato Ebraico. Dopo gli attacchi contro Boy George per la sua canzone We Will Dance Again, e le polemiche che hanno investito Pink dopo che ha criticato il comizio pro-Palestina del rapper Macklemore ad un concerto di Ed Sheeran, è venuto il turno di Al Bano Carrisi, recentemente esibitosi in Israele.
Il caso
Secondo il sito Today, gli attacchi sui social contro il cantante italiano sono arrivati dopo che, domenica 13 settembre, ha tenuto un concerto per Rosh Hashanà al Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv, facendo il tutto esaurito.
Tra i commenti ostili, ne compaiono alcuni come “Ci dica Al Bano, com’è stato cantare Felicità mentre a poche decine di chilometri si consuma un massacro di bambini?”. Oppure, “Che delusione, riceverà il suo compenso con i soldi sporchi di sangue”. Tanto che il suo staff ha dovuto imporre delle limitazioni ai commenti sul suo post.
La risposta: “la musica è un ponte”
Per ribattere agli attacchi, Al Bano è intervenuto con un post su Facebook, nel quale ha scritto: “Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri. Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità”.
Ha anche aggiunto: “Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione. La mia presenza vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno”.



