L’Iran usa l’AI per colpire ebrei ed israeliani, secondo Anthropic

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di Nina Prenda
Agenti legati all’Iran hanno utilizzato il chatbot Claude per automatizzare la raccolta e l’analisi di informazioni pubblicamente disponibili sui propri obiettivi. Tra gli obiettivi figuravano esponenti del governo israeliano, personalità non governative e membri di comunità ebraiche al di fuori di Israele.

 

Agenti legati all’Iran hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per individuare centinaia di israeliani e membri della diaspora ebraica nell’ambito di una più ampia campagna di sorveglianza e guerra informatica. È quanto emerge da un nuovo rapporto pubblicato da Anthropic, una delle principali società statunitensi di intelligenza artificiale.

Gli operatori hanno utilizzato il chatbot Claude, sviluppato da Anthropic, per automatizzare la raccolta e l’analisi di informazioni pubblicamente disponibili sui propri obiettivi. In questo modo, secondo la società, un’attività di intelligence che normalmente avrebbe richiesto un intenso lavoro da parte di analisti umani è stata trasformata in un processo in larga parte automatizzato.

Tra gli obiettivi figuravano esponenti del governo israeliano, personalità non governative e membri di comunità ebraiche al di fuori di Israele.

Anthropic ha attribuito l’operazione a un “attore di minacce Iran-nexus”, identificato con la sigla GTG-30004. Secondo il rapporto, il gruppo ha utilizzato Claude per sviluppare un sistema di intelligence automatizzato e basato su strumenti open source, capace di partire da liste di obiettivi e raccogliere per ciascuno di essi profili dettagliati.

Il caso israeliano ed ebraico rappresenterebbe soltanto una parte delle attività attribuite all’attore iraniano. Secondo Anthropic, lo stesso gruppo avrebbe utilizzato Claude anche per contribuire allo sviluppo di malware, modificando uno strumento open source per il furto di credenziali e creando un sistema personalizzato di build e offuscamento in C++.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale avrebbe consentito agli operatori di accelerare in maniera significativa attività che in precedenza avrebbero richiesto squadre di analisti e programmatori. Anthropic ha inoltre individuato organizzazioni iraniane legate alla sicurezza interna che avrebbero impiegato Claude per sviluppare strumenti di sorveglianza contro i dissidenti, tra cui oppositori politici e membri della diaspora iraniana.

In uno dei casi analizzati, gli operatori hanno esaminato oltre 155.000 post pubblicati su X, individuando decine di account riconducibili all’opposizione iraniana e alla diaspora da sottoporre a ulteriore monitoraggio. Secondo la società, sarebbero stati inoltre sviluppati strumenti per collegare numeri di telefono a identità personali, raccogliere informazioni dai social media e realizzare pagine di phishing.

Anthropic afferma di aver individuato 16 account Claude gestiti da due unità collegate ad agenzie paramilitari e di sicurezza interna iraniane. La società ha inoltre rilevato operazioni di influenza riconducibili allo Stato iraniano che avrebbero utilizzato Claude per produrre propaganda, creare identità fittizie e presentare messaggi governativi come se fossero stati pubblicati da giornalisti indipendenti o comuni utenti dei social network.

Il rapporto arriva mentre le aziende di intelligenza artificiale affrontano sempre più la possibilità che i loro modelli possano essere utilizzati da agenzie di intelligence, militari, gruppi criminali e organizzazioni politiche per svolgere lavori che una volta richiedevano personale umano specializzato.

Il CEO di Anthropic Dario Amodei ha rilasciato una dichiarazione sostenendo il rallentamento dello sviluppo dell’IA, avvertendo che l’ascesa della tecnologia potrebbe rappresentare pericoli imprevedibili ed esistenziali per il pubblico.

Nell’ultima settimana, diversi ex dipendenti di alto livello di Anthropic e Open AI hanno scritto dichiarazioni avvertendo che gli esseri umani potrebbero perdere il controllo della tecnologia potenzialmente letale.