L’indagine, pubblicata dal quotidiano australiano The Australian, raccoglie le testimonianze di circa trenta tra medici, infermieri, ostetriche e altri professionisti della sanità. Secondo i racconti, dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 contro Israele si sarebbe registrato un marcato aumento di episodi di ostilità e discriminazione nei confronti della comunità ebraica negli ambienti ospedalieri.
Un’inchiesta basata sulle testimonianze del personale medico
Tra le accuse figurano comportamenti discriminatori verso pazienti ebrei, isolamento di personale sanitario che aveva espresso solidarietà agli ostaggi israeliani detenuti da Hamas e la presenza di simboli e slogan politici all’interno di reparti ospedalieri.
Un pericoloso precedente

Ricorderemo tutti l‘episodio dei due infermieri, Ahmed Rashad Nadir e Sarah Abu Lebdeh, che in un nivideo-collegamento con un influencer israeliano avevano dichiarato che, se avessero avuto pazienti israeliani, non li avrebbero curati così come avevano già fatto, spedendoli all’inferno, con molti altri israeliani prima di loro. “Mando gli israeliani a Jahannam”, un termine islamico che indica l’inferno, ha detto l’infermiere a Veifer.
Ecco, dopo una sospensione di due anni dal proprio lavoro, a fine giugno un giudice ha deciso che il suddetto video non poteva essere usato come prova, in quanto registrato senza consenso dei due imputati.



