di Nina Prenda
La struttura sorgerà nell’area del cosiddetto complesso Allenby, nel settore meridionale della città. Attualmente l’ambasciata degli Stati Uniti ha sede nell’ex consolato americano di Gerusalemme, trasformato in ambasciata dopo la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele nel 2017 e di trasferire la rappresentanza diplomatica da Tel Aviv nel maggio 2018.
Israele e Stati Uniti hanno compiuto un nuovo passo nella loro cooperazione strategica con la firma dell’accordo che assegna agli Stati Uniti il terreno destinato alla costruzione della futura ambasciata permanente americana a Gerusalemme. La struttura sorgerà nell’area del cosiddetto complesso Allenby, nel settore meridionale della città.
La cerimonia ufficiale si è svolta mercoledì 1 luglio presso il Ministero degli Esteri israeliano alla presenza del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, dell’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee (nella foto in alto) e del sindaco di Gerusalemme Moshe Lion.
Attualmente l’ambasciata degli Stati Uniti ha sede nell’ex consolato americano di Gerusalemme, trasformato in ambasciata dopo la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele nel 2017 e di trasferire la rappresentanza diplomatica da Tel Aviv nel maggio 2018.
«Oggi è un altro giorno storico per le relazioni tra Stati Uniti e Israele», ha dichiarato Huckabee. «Gli Stati Uniti ricevono la proprietà del terreno che ospiterà il futuro complesso della nostra ambasciata, rafforzando e ampliando la nostra presenza a Gerusalemme, capitale eterna di Israele.»
Nel suo intervento, l’ambasciatore ha ribadito la posizione dell’amministrazione americana sulla città, affermando che Washington «riconosce Gerusalemme come l’eterna, storica e permanente capitale del popolo ebraico». Huckabee ha inoltre sottolineato che la nuova sede diplomatica rappresenterà il principale centro delle attività statunitensi in Israele. In un passaggio dal forte valore simbolico, ha aggiunto: «Pianteremo la bandiera americana a Gerusalemme con un nuovo complesso permanente dell’ambasciata». L’ambasciatore ha poi osservato che, a suo avviso, «Dio prese questa decisione 3.800 anni fa, e noi siamo semplicemente arrivati a riconoscere ciò che era già stato stabilito».
Anche il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha definito la firma dell’accordo «un’altra pietra miliare nell’alleanza indistruttibile tra Israele e gli Stati Uniti». Secondo Sa’ar, la decisione dell’amministrazione Trump di trasferire l’ambasciata a Gerusalemme «ha ristabilito una verità fondamentale» e l’avvio della costruzione di una sede permanente «consolida e rende irreversibile quella scelta».
Il capo della diplomazia israeliana ha inoltre ribadito il valore strategico dell’alleanza tra i due Paesi: «Così come gli Stati Uniti sono un alleato indispensabile per Israele, anche Israele rappresenta una risorsa strategica essenziale per gli interessi americani in Medio Oriente».
Il progetto della nuova ambasciata era stato approvato nel 2019, mentre nel 2021 il Comune di Gerusalemme aveva dato il via libera definitivo alla costruzione del complesso nell’area di Allenby, lungo Hebron Road, nella parte meridionale della città.



