di Nathan Greppi
Durante la guerra tra Israele e l’Iran del giugno 2025, agenti del Mossad avrebbero operato sul territorio iraniano per facilitare a Israele l’operazione. Ma secondo recenti inchieste mediatiche, gli agenti coinvolti non erano israeliani entrati nel paese, bensì cittadini iraniani addestrati di nascosto in Israele, i quali una volta tornati in Iran hanno ripreso le loro routine quotidiane in attesa che gli venisse affidata la loro missione.
Agenti iraniani del Mossad
Secondo la ricostruzione dei fatti pubblicata su Ynetnews, nella primavera 2025, come parte dei preparativi per l’operazione contro l’Iran, un gruppo organizzativo congiunto del Mossad e dell’Aeronautica Israeliana (IAF, Israel Air Force) ha deciso che questa squadra avrebbe neutralizzato un’installazione della difesa aerea iraniana in seno ad un più ampio sforzo per sgombrare il campo all’aviazione sopra Teheran.
Nella fase successiva, il caposquadra degli agenti sul campo in Iran ha ricevuto un messaggio tramite comunicazioni criptate, secondo le quali presto lui e i suoi uomini sarebbero dovuti entrare in azione per lanciare un missile contro un obiettivo critico nell’area. Nel timore di una fuga di informazioni, nonché per ragioni tecniche, è stato detto loro che avrebbero ricevuto le coordinate del bersaglio e il luogo e il momento del loro dispiegamento sul campo solo poco prima dell’operazione.
Nel frattempo, sono stati inviati loro armi e un equipaggiamento da combattimento su misura per la missione attraverso percorsi nascosti, inclusi missili, droni e testate smontate in piccoli componenti e nascosti all’interno di oggetti che non avrebbero destato sospetti. I membri della squadra hanno imparato ad assemblarli durante la loro formazione in Israele.
Questi non erano gli unici agenti ad aver agito per conto del Mossad la notte del 13 giugno 2025. C’erano anche altri agenti assegnati a missioni diverse. Ad esempio, colui che ha aiutato l’aviazione israeliana a “decapitare” l’intero alto comando della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Mentre squadre di civili iraniani antiregime hanno lavorato per paralizzare componenti all’interno delle difese aeree e degli array missilistici balistici delle Guardie Rivoluzionarie nell’area di Teheran e nell’Iran occidentale.
Particolarmente critica è stata la sincronizzazione tra i lanci effettuati dalle squadre di agenti a terra e le traiettorie di volo degli aerei dell’IAF e la potenza di fuoco che hanno scatenato. Ci sono stati diversi malfunzionamenti, ma nel complesso l’operazione ha avuto successo.
Durante quella guerra, il Mossad ha attivato per la prima volta in tempo di guerra un’unità di combattimento segreta composta da agenti non israeliani, che ha agito prima e durante l’operazione coordinandosi con l’IDF, svolgendo missioni per contro dell’intelligence militare e missioni operative per l’IAF in quantità senza precedenti.
La riforma di Barnea
Stando a Ynetnews, il principale artefice di questa strategia sarebbe David Barnea, direttore del Mossad dal 2021. Oltre all’intensificarsi della potenziale minaccia rappresentata dal nucleare iraniano, ha giocato un ruolo chiave la lezione imparata dopo che, nel 2010, agenti israeliani dotati di passaporti falsi uccisero a Dubai Mahmoud Al-Mabhouh, un’importante esponente di Hamas responsabile della morte di diversi israeliani. Le autorità emiratine riuscirono a tracciare i movimenti degli agenti, rendendo pubblici i loro nomi e volti.
Per ovviare al problema, Barnea ha deciso di reclutare non più agenti che potessero cambiare le proprie identità, i quali oggi possono essere smascherati da sistemi di sorveglianza sempre più avanzati, ma persone residenti in paesi ostili che possano agire senza dover usare false identità.
Le riforme introdotte da Barnea hanno portato a risultati evidenti: se nel 2018, per rubare documenti nucleari a Teheran, sono stati impiegati dozzine di agenti israeliani del Mossad e pochissimi iraniani, sette anni dopo l’operazione di intelligence è stata interamente affidata ad agenti iraniani sul posto.



