di Anna Balestrieri
Al centro della polemica vi sono alcuni filmati diffusi sui social e rilanciati da media internazionali, nei quali Ben Gvir compare davanti agli attivisti arrestati — alcuni dei quali cittadini italiani — ammanettati, bendati e costretti in ginocchio. L’episodio rischia ora di avere ripercussioni più ampie nei rapporti tra Israele e diversi Paesi europei coinvolti nella vicenda dei volontari fermati. La presenza di cittadini italiani tra gli attivisti arrestati ha trasformato rapidamente un episodio mediatico in un caso diplomatico di primo piano per il governo di Roma.
Si apre un nuovo fronte di tensione tra Italia e Israele dopo la diffusione dei video che mostrano il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir mentre deride gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati dalle autorità israeliane durante il tentativo di raggiungere la Striscia di Gaza.
Secondo quanto riferito dall’agenzia ANSA, il governo italiano ha definito “inaccettabile” il comportamento del ministro israeliano, annunciando la convocazione immediata dell’ambasciatore israeliano a Roma e chiedendo formalmente delle scuse. Sembra che Parigi si allinei alla posizione italiana con la convocazione della propria rappresentanza diplomatica.
Le immagini che hanno provocato la crisi
Al centro della polemica vi sono alcuni filmati diffusi sui social e rilanciati da media internazionali, nei quali Ben Gvir compare davanti agli attivisti arrestati — alcuni dei quali cittadini italiani — ammanettati, bendati e costretti in ginocchio.
Nel video il ministro pronuncia frasi come: “Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa” e “Il popolo di Israele vive”, in un tono che il governo italiano ha giudicato offensivo della dignità umana dei fermati.
La Global Sumud Flotilla era stata intercettata dalle forze israeliane mentre tentava di raggiungere Gaza, nel contesto delle crescenti mobilitazioni internazionali contro il blocco e le operazioni militari nella Striscia.
ככה אנחנו מקבלים את תומכי הטרור
Welcome to Israel 🇮🇱 pic.twitter.com/7Hf8cAg7fC
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) May 20, 2026
La dura reazione di Meloni e Tajani
In una nota congiunta, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso una condanna particolarmente severa.
“È inaccettabile che questi manifestanti, tra cui numerosi cittadini italiani, siano sottoposti a trattamenti offensivi della loro dignità umana”, si legge nel comunicato.
Il governo italiano ha inoltre dichiarato di aver avviato “tutti i passi necessari ai massimi livelli istituzionali” per ottenere il rilascio immediato dei cittadini italiani coinvolti.
Non solo. Roma ha chiesto esplicitamente delle scuse ufficiali da parte israeliana, denunciando anche il “totale disprezzo” mostrato verso le richieste avanzate dal governo italiano durante la gestione dell’incidente.
La convocazione dell’ambasciatore israeliano
Come gesto diplomatico immediato, la Farnesina ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore israeliano in Italia per chiedere “chiarimenti formali” sull’accaduto.
Si tratta di una misura politicamente significativa, soprattutto considerando la tradizionale cautela mantenuta dal governo italiano nei confronti dell’esecutivo israeliano dopo il 7 ottobre.
La vicenda segna uno dei momenti di maggiore attrito pubblico tra Roma e il governo israeliano negli ultimi mesi.
La presa di distanza di Gideon Sa’ar
A rendere ancora più evidente la delicatezza politica interna alla vicenda è stata la reazione del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che su X ha preso apertamente le distanze dal comportamento del collega Ben Gvir.
You knowingly caused harm to our State in this disgraceful display – and not for the first time.
You have undone tremendous, professional, and successful efforts made by so many people – from IDF soldiers to Foreign Ministry staff and many others.
No, you are not the face of… https://t.co/KOj6fhpyM7
— Gideon Sa’ar | גדעון סער (@gidonsaar) May 20, 2026
Nel suo messaggio, Sa’ar ha accusato il ministro della Sicurezza nazionale di aver danneggiato gravemente l’immagine dello Stato israeliano:
“Hai causato deliberatamente un danno al nostro Stato in questa vergognosa messinscena — e non è la prima volta.”
Il capo della diplomazia israeliana ha inoltre scritto che Ben Gvir avrebbe compromesso “gli enormi sforzi professionali e di successo” compiuti da soldati, funzionari del ministero degli Esteri e altre istituzioni israeliane.
Particolarmente significativa la conclusione del messaggio:
“No, tu non sei il volto di Israele.”
Parole che evidenziano le profonde fratture presenti all’interno dell’establishment israeliano sulla gestione politica e comunicativa del conflitto e delle iniziative di protesta internazionali legate a Gaza.
Un caso destinato ad avere conseguenze diplomatiche
L’episodio rischia ora di avere ripercussioni più ampie nei rapporti tra Israele e diversi Paesi europei coinvolti nella vicenda dei volontari fermati.
La presenza di cittadini italiani tra gli attivisti arrestati ha trasformato rapidamente un episodio mediatico in un caso diplomatico di primo piano per il governo di Roma.
E mentre Ben Gvir continua a rappresentare l’ala ultranazionalista dell’esecutivo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, la presa di posizione di Sa’ar mostra come, anche dentro il governo israeliano, crescano le preoccupazioni per l’impatto internazionale di certe immagini e dichiarazioni.



