di Malka Letwin
Una lettera aperta firmata da esponenti musulmani britannici invita i leader religiosi e civici a riconoscere e contrastare con maggiore fermezza l’antisemitismo nelle proprie comunità. Nel testo, un appello a “affrontare realtà scomode” e a rafforzare il dialogo interreligioso in seguito l’aumento dell’antisemitismo dopo il 7 ottobre 2023
“L’antisemitismo nel Regno Unito è peggiorato drasticamente dal 7 ottobre 2023. Da un lato, la retorica è stata assordante e incessante; dall’altro, la risposta è stata debole e deludente. Questo non può continuare”.
È il messaggio contenuto nella lettera, condivisa da un gruppo di importanti personalità musulmane britanniche, che esorta i leader laici e religiosi musulmani “ad essere più decisi nel contrastare l’antisemitismo ovunque e ogni qualvolta si manifesti nelle nostre comunità”.
L’appello dei firmatari: più fermezza contro l’antisemitismo
Il testo, promosso da Sara Khan, ex commissaria governativa per la lotta all’estremismo invita a sostenere e rafforzare pubblicamente i musulmani impegnati nel dialogo interreligioso e nel coinvolgimento con la comunità ebraica, che si sentono spesso intimiditi da altri musulmani ostili.
Come riporta Jewish News, la lettera richiama anche la tradizione islamica come strumento di costruzione di ponti, contrapposta a ogni forma di odio e divisione verso gli ebrei.
Tra i firmatari compaiono diverse personalità accademiche e religiose, tra cui: il dottor Shiraz Maher, direttore del centro internazionale per lo studio della radicalizzazione presso il King’s College di Londra; Fiyaz Mughal, fondatore di Muslims Against Antisemitism e Tell Mama, lo studioso e teologo islamico Sheikh Dr. Usama Hasan e l’imam Asim Hafiz.
Il contesto dopo il 7 ottobre 2023
Il documento sottolinea il drastico peggioramento dell’antisemitismo nel Regno Unito dopo il 7 ottobre 2023. “Da un lato, la retorica è stata assordante e incessante; dall’altro, la risposta è stata debole e deludente. Questo non può continuare. È inaccettabile e imperdonabile, così come lo sarebbe qualsiasi altra forma di razzismo o intolleranza. Ciò include attribuire agli ebrei una responsabilità collettiva per le azioni del governo israeliano”.
Viene inoltre evidenziato come alcune proteste abbiano contribuito a normalizzare slogan e simboli glorificano la violenza, talvolta in forme indirette attraverso una serie di codici sottili, difficili da contrastare apertamente: il rifiuto di condannare le atroci violenze del 7 ottobre 2023; il gesto del triangolo con la mano rovesciato, notariamente usato dalle brigate Al-Qassam di Hamas per segnalare obiettivi da colpire; l’uso dell’emoji del paracadute da parte di alcuni account propal sui social, con riferimento all’attentato al Nova Festival e all’ingresso dei terroristi da Gaza. Questo oltre a molte altre immagini con slogan e stereotipi antisemiti.
I recenti attacchi, l’indifferenza e le umiliazioni
Il testo prosegue descrivendo alcuni degli attacchi subiti dalla comunità ebraica, tra cui l’attentato terroristico di Heaton Park a Manchester lo scorso anno, contro una sinagoga nel giorno di Yom Kippur o di recente le ambulanze incendiate a Londra di un ente di soccorso ebraico.
- Leggi anche: Due ebrei accoltellati a Londra: cresce l’allarme sicurezza nelle comunità ebraiche europee
“La portata e l’intensità degli attacchi contro la comunità ebraica britannica sono terrificanti. Ma altrettanto terrificanti sono il silenzio e la mancanza di condanna. Dopo lo scioccante omicidio di George Floyd negli Stati Uniti, si sono svolte proteste diffuse e manifestazioni di solidarietà in tutto il nostro Paese. Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato in oltre 260 città. Eppure, quando i nostri concittadini, colleghi e amici vengono attaccati, uccisi e intimiditi, non viene offerta alcuna solidarietà simile. Questo non fa che accrescere l’ansia e la paura dei nostri vicini ebrei.”
“Nessun’altra comunità subisce l’umiliazione di avere guardie di sicurezza private all’esterno di quasi tutti i suoi edifici comuni, luoghi di culto o, forse ancor più grave, scuole. È inconcepibile e intollerabile. Questi attacchi contro gli ebrei minano anche i nostri valori sociali collettivi e il patto che è alla base della nostra società. Anzi, l’esperienza ebraica offre un ottimo esempio di integrazione riuscita per la nostra comunità: leale, impegnata, ma anche distinta”.
Realtà scomode da affrontare
Viene apertamente detto che ci sono delle “realtà scomode fa affrontare”. “L’esistenza dell’odio antisemita nell’estrema destra e nell’estrema sinistra è innegabile. Così come non si può negare l’odio di alcuni nostri correligionari. Le prove hanno ripetutamente dimostrato come coloro che sono coinvolti in atti di terrorismo e violenza islamista nutrano anche odio per gli ebrei”.
Da qui la necessità evidenziata dai firmatari in cui si chiede al governo di “dare l’esempio”, colmando “le lacune legislative che consentono la glorificazione del terrorismo e l’incitamento all’odio”.
“Il sistema giudiziario penale deve adottare una risposta più rapida nei confronti di coloro che violano le leggi vigenti. Le aziende dei social media dovrebbero adottare una politica di tolleranza zero contro l’antisemitismo e far rispettare i propri standard, cosa che troppo spesso non avviene. La priorità per i progetti interreligiosi e di coesione dovrebbe essere data a coloro che sono competenti e capaci di promuovere il dialogo laddove regnano rabbia e odio.”
Il messaggio agli ebrei britannici
Il testo si chiude con un messaggio diretto alla comunità ebraica britannica:
“Vogliamo dire ai nostri amici e vicini ebrei: vi vediamo, vi ascoltiamo e siamo con voi. Vediamo la comunità attaccata, presa di mira e intimidita. Come vostri concittadini, siamo al vostro fianco contro l’odio antisemita che state subendo. “Siamo al vostro fianco non solo per voi – sebbene abbiate il nostro pieno sostegno – ma anche per salvare la nostra democrazia, i cui valori e il cui sistema sono sotto attacco da parte delle stesse forze oscure che prendono di mira voi”.
“Vi vediamo, vi ascoltiamo e siamo con voi”.



