Immigrazione e memoria della Shoah: l’America presenta due nuovi decreti per combattere l’antisemitismo

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di Pietro Baragiola
Lunedì 20 aprile il deputato repubblicano Chip Roy ha presentato alla Camera il MAMDANI Act (Measures Against Marxism’s Dangerous Adherents and Noxious Islamists), un disegno di legge che punta ad ampliare i poteri del governo federale per negare l’ingresso a individui legati a ideologie considerate ostili, tra cui socialismo, comunismo e fondamentalismo islamico. Un provvedimento che rappresenta un attacco politico diretto al sindaco di New York, Zohran Mamdani.

Il tema della lotta all’antisemitismo è tornato al centro dei riflettori di Washington dove, negli ultimi giorni, sono state introdotte due nuove proposte di legge volte a limitare l’ingresso dei visitatori con trascorsi antisemiti e a preservare la memoria della Shoah.

Nonostante siano state accolte con entusiasmo queste nuove riforme hanno fatto emergere anche il forte clima di tensione che attraversa la società americana, portando molti membri del congresso a chiedersi in che modo contrastare efficientemente la diffusione dell’odio senza ridefinire i confini dei diritti e delle libertà fondamentali.

Il MAMDANI Act

Il deputato Chip Roy

Lunedì 20 aprile il deputato repubblicano Chip Roy ha presentato alla Camera il MAMDANI Act (Measures Against Marxism’s Dangerous Adherents and Noxious Islamists), un disegno di legge che punta ad ampliare i poteri del governo federale per negare l’ingresso a individui legati a ideologie considerate ostili, tra cui socialismo, comunismo e fondamentalismo islamico.

“Per anni il nostro sistema di immigrazione ha penalizzato i lavoratori americani, favorendo l’importazione di ideologie ostili ai valori occidentali” ha dichiarato Roy alla Camera, affermando che il suo provvedimento rappresenta un attacco politico diretto al sindaco di New York, Zohran Mamdani, spesso indicato dai conservatori come simbolo di una convergenza tra attivismo di estrema sinistra e radicalismo islamista.

Questa alleanza tra movimenti marxisti e gruppi islamisti è stata battezzata “Red-Green Alliance” ed è accusata di alimentare antisemitismo e radicalismo.

La nuova proposta di legge prevede dunque che i cittadini stranieri affiliati a partiti socialisti o comunisti, al Partito Comunista Cinese o a gruppi legati al fondamentalismo islamico possano essere respinti o espulsi. In alcuni casi, si aprirebbe anche la possibilità di revocare la cittadinanza a chi abbia nascosto tali affiliazioni o sostenga movimenti violenti e antidemocratici.

I sostenitori del disegno di legge collegano l’iniziativa all’aumento degli episodi antisemiti negli Stati Uniti dopo l’attacco di Hamas e le conseguenti manifestazioni propalestinesi nei campus universitari.

“Attori legati al governo iraniano hanno incoraggiato e finanziato personalmente molte di queste proteste” ha spiegato la direttrice dell’intelligence nazionale, Avril Haines, durante una sua apparizione pubblica nel 2024.

Le critiche, tuttavia, sono forti: secondo diverse organizzazioni per i diritti civili, la proposta rischia di violare il Primo Emendamento e di trasformarsi in uno strumento contro il dissenso politico.

L’HEAR Act

“Uomo seduto con bastone” di Amedeo Modigliani

Sul fronte della memoria storica, invece, il presidente Donald Trump ha firmato una revisione dell’Holocaust Expropriated Art Recovery Act (HEAR Act), rafforzando i diritti delle vittime della Shoah nel rientrare in possesso delle opere d’arte sottratte dai nazisti.

La modifica più rilevante riguarda l’eliminazione della cosiddetta “sunset clause”, che fissava una scadenza entro il 2026 per presentare le richieste di restituzione. La nuova normativa, invece, consente di avviare un’azione legale entro sei anni dall’individuazione delle opere.

“Per anni questa scadenza ha pesato su sopravvissuti e famiglie” ha dichiarato Joel Greenberg, presidente dell’organizzazione Art Ashes. “Ora potranno cercare giustizia senza la pressione del tempo”.

La legge introduce anche maggiori tutele procedurali, impedendo agli attuali detentori delle opere di mettere in atto strategie legali dilatatorie.

Si stima che centinaia di migliaia di opere siano state sottratte agli ebrei durante il nazismo, spesso attraverso vendite forzate, e le controversie legali per la restituzione continuano ancora oggi, come dimostra la recente sentenza che ha ordinato la restituzione di un dipinto di Amedeo Modigliani ai discendenti del proprietario originario.

“Il passare del tempo non potrà mai cancellare l’ingiustizia dei crimini commessi dai nazisti” ha affermato la Republican Jewish Coalition sui propri profili social, sostenendo a pieno la nuova revisione del Presidente Trump.