di Nina Prenda
Le indagini preliminari suggeriscono che ignoti abbiano lanciato dispositivi pirotecnici, probabilmente fuochi d’artificio, contro l’edificio, danneggiando le finestre in almeno tre punti. La polizia, intervenuta intorno alle 00:45, non ha trovato sospetti nelle immediate vicinanze. I danni sono stimati in diverse migliaia di euro.
Le autorità tedesche stanno indagando sul movente antisemita dietro l’atto vandalico che ha colpito un ristorante israeliano a Monaco nelle prime ore di venerdì 10 aprile. L’attacco ha provocato la rottura di diverse vetrine, senza tuttavia causare feriti.
Secondo quanto riferito dalla polizia all’agenzia di stampa dpa, il locale appartiene a proprietari ebrei. Sebbene le autorità non abbiano ufficialmente identificato l’attività, immagini diffuse dopo l’accaduto indicano che si tratterebbe dell’Eclipse Grillbar, che si presenta come il primo autentico ristorante israeliano della città.
Un familiare dei proprietari e dipendente del locale, Grigori Dratva, ha dichiarato che non erano mai state ricevute minacce dirette. «Ci siamo sempre sentiti al sicuro a Monaco e intendiamo riaprire», ha affermato. Il ristorante aveva chiuso regolarmente alle 23:00 della sera precedente.
Le indagini preliminari suggeriscono che ignoti abbiano lanciato dispositivi pirotecnici, probabilmente fuochi d’artificio, contro l’edificio, danneggiando le finestre in almeno tre punti. La polizia, intervenuta intorno alle 00:45, non ha trovato sospetti nelle immediate vicinanze. I danni sono stimati in diverse migliaia di euro.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescita degli atti antisemiti in Germania e a livello globale, registrata dopo l’inizio del conflitto tra Hamas e Israele il 7 ottobre 2023.
Nella sola Berlino, la polizia ha documentato 2.267 reati antisemiti nel 2025, un dato record rispetto ai 1.825 casi del 2024 e ai 900 del 2023. Nel 2022, gli episodi registrati erano stati appena 381.
Le manifestazioni di odio spaziano dall’incitamento verbale ai danneggiamenti, fino a minacce e aggressioni fisiche. Sinagoghe, scuole e centri comunitari ebraici hanno rafforzato le misure di sicurezza, mentre le autorità hanno intensificato la presenza delle forze dell’ordine e il monitoraggio delle proteste pubbliche.
Questa escalation appare in contrasto con la tradizionale posizione della Germania, considerata tra i Paesi europei più vicini a Israele, anche alla luce della responsabilità storica legata alla Shoah. I leader tedeschi hanno più volte ribadito l’impegno a contrastare ogni forma di antisemitismo e a tutelare la vita ebraica come principio fondamentale dello Stato.



