Un’escalation globale di episodi antisemiti: attacchi, minacce e incitamento all’odio nell’ultima settimana

Mondo

di Anna Balestrieri
Il centro di monitoraggio del CAM ha registrato otto incidenti contro sinagoghe nel mondo, tra cui il bombardamento di una storica sinagoga a Liegi, in Belgio, spari contro due sinagoghe nell’area di Toronto, e fermi di individui sospetti vicino a sinagoghe a Oslo e Trondheim, in Norvegia. Circa il 20% degli incidenti registrati nell’ultima settimana è direttamente collegato alla guerra con l’Iran, con aggressori motivati dal sostegno al regime iraniano o da teorie complottiste contro ebrei e Israele.

 

L’ultima settimana ha registrato un preoccupante aumento di episodi antisemiti in diverse parti del mondo, con attacchi a sinagoghe e scuole ebraiche, complotti terroristici sventati, aggressioni fisiche e manifestazioni caratterizzate da retorica violenta. Gli eventi si collocano nel contesto delle crescenti tensioni internazionali legate alla guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, che ha ulteriormente polarizzato il clima politico e sociale.

Secondo l’ultimo Global Antisemitism Report, pubblicato dal Combat Antisemitism Movement (CAM) e dal suo Antisemitism Research Center, 137 nuovi episodi antisemiti sono stati monitorati nel mondo nel corso dell’ultima settimana. L’analisi delle motivazioni ideologiche indica che il 48,9% degli incidenti è riconducibile all’estrema sinistra, il 21,9% a ispirazione islamista, il 18,2% all’estrema destra, mentre il 10,9% resta senza attribuzione certa.

Dal punto di vista tipologico, il 62% degli episodi è legato a retorica anti-Israele o anti-sionista, mentre il 23,4% rientra nell’antisemitismo classico. Una quota minore riguarda propaganda islamista, negazione o minimizzazione della Shoah e altri episodi non classificabili.

Attacchi a sinagoghe e istituzioni ebraiche

Uno degli aspetti più allarmanti della settimana riguarda gli attacchi diretti a luoghi di culto e istituzioni ebraiche. Il centro di monitoraggio del CAM ha registrato otto incidenti contro sinagoghe nel mondo, tra cui il bombardamento di una storica sinagoga a Liegi, in Belgio, spari contro due sinagoghe nell’area di Toronto, e fermi di individui sospetti vicino a sinagoghe a Oslo e Trondheim, in Norvegia.

In Olanda, un’esplosione avvenuta durante la notte ha danneggiato l’unica scuola ebraica ortodossa di Amsterdam, nel quartiere di Buitenveldert. Il sindaco Femke Halsema ha definito l’episodio “un attacco deliberato contro la comunità ebraica”, sottolineando che una scuola deve essere un luogo sicuro per i bambini. L’esplosione ha provocato danni limitati alla struttura, ma ha rafforzato il clima di preoccupazione tra gli ebrei della città.

L’episodio si inserisce in una sequenza di attacchi simili: esplosioni hanno colpito sinagoghe anche a Rotterdam e Liegi nei giorni precedenti, suggerendo la possibilità di una campagna coordinata. Un gruppo finora sconosciuto, che si fa chiamare Islamic Movement of Companions of the Right, ha rivendicato alcuni degli attacchi attraverso video diffusi sui social media. Alcuni analisti hanno osservato che il simbolo utilizzato dal gruppo ricorda quello di organizzazioni legate alla rete di proxy iraniani, anche se il collegamento non è stato ancora confermato.

Complotto terroristico sventato in Francia

In Francia, le autorità hanno sventato un possibile attacco antisemita dopo l’arresto di due fratelli di 22 e 20 anni, fermati durante un controllo stradale nel nord del paese. Nella loro auto la polizia ha trovato un’arma semiautomatica, una bottiglia di acido e una bandiera dell’ISIS.

Secondo la procura antiterrorismo francese, i due sono formalmente indagati per associazione terroristica e possesso illegale di armi in relazione a un progetto di attacco “mortale e antisemita”. Sui loro dispositivi digitali sono stati trovati materiali di propaganda jihadista e uno dei sospetti aveva registrato un video di giuramento di fedeltà allo Stato Islamico.

Violenza e minacce negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, un grave episodio si è verificato nel Michigan, dove un uomo armato ha speronato con il proprio veicolo la sinagoga Temple Israel a West Bloomfield (nella foto la sinagoga colpita). L’attacco è stato sventato grazie all’intervento delle guardie di sicurezza, che hanno ucciso l’aggressore prima che potesse compiere ulteriori azioni. Nella sua auto sono stati trovati fuochi d’artificio di grado commerciale e contenitori con liquidi infiammabili.

Sempre negli Stati Uniti, due uomini ebrei sono stati aggrediti in un ristorante di San Jose, in California, dopo essere stati sentiti parlare ebraico. Gli aggressori avrebbero urlato frasi come “Non scherzate con l’Iran” e “F* gli ebrei”**, evidenziando il legame tra l’escalation geopolitica e l’odio antiebraico.

Incitamento all’odio in manifestazioni e stadi

La settimana è stata segnata anche da episodi di incitamento pubblico all’odio antisemita. A Londra, durante la manifestazione annuale dell’Al-Quds Day, le autorità hanno arrestato dodici persone e aperto indagini su slogan come “Death to the IDF” pronunciati durante il raduno. Il governo britannico aveva già vietato la tradizionale marcia per timore di disordini pubblici, autorizzando soltanto una manifestazione statica sotto stretta sorveglianza della polizia.

Nel Regno Unito, un altro episodio si è verificato durante una partita di calcio a Norwich, dove alcuni spettatori hanno rivolto a studenti della Jewish Free School di Londra cori come “Dirty Jews”, “Dirty Zionists” e “Tornate nelle camere a gas”.

Un fenomeno in crescita nel contesto delle tensioni internazionali

Secondo il rapporto del CAM, circa il 20% degli incidenti registrati nell’ultima settimana è direttamente collegato alla guerra con l’Iran, con aggressori motivati dal sostegno al regime iraniano o da teorie complottiste contro ebrei e Israele.

Il CEO dell’organizzazione, Sacha Roytman, ha commentato duramente la situazione: “Negli Stati Uniti, solo gli ebrei devono avere il coraggio di andare al loro luogo di culto. La lotta contro l’antisemitismo richiede solidarietà, azione e responsabilità da parte di ogni leader, istituzione e cittadino.”

Il quadro complessivo indica dunque un aumento simultaneo di violenza fisica, minacce e retorica antisemita in diversi contesti geografici, dalle aggressioni individuali agli attacchi contro istituzioni religiose fino alla radicalizzazione di manifestazioni politiche. Molti osservatori temono che il conflitto in Medio Oriente stia alimentando una nuova ondata globale di antisemitismo, con conseguenze dirette sulla sicurezza delle comunità ebraiche della diaspora.

L’inviato speciale Usa contro l’antisemitismo: “I governi europei devono rafforzare la sicurezza delle comunità ebraiche”

Domenica 15 marzo l’Ambasciatore Rabbi Yehudah Kaploun, inviato speciale degli Stati Uniti per il monitoraggio e la lotta contro l’antisemitismo, ha partecipato a Bruxelles a un briefing con ambasciatori europei e alti diplomatici, organizzato dal presidente della European Jewish Association, Rabbi Menachem Margolin.

Nel corso del briefing, dedicato alla crisi in corso dell’antisemitismo, si è discusso degli strumenti necessari per sconfiggere l’antisemitismo e della necessità di una maggiore cooperazione tra Europa e Stati Uniti per eradicarlo. L’Ambasciatore Kaploun ha rivolto agli ambasciatori un appello urgente affinché informino immediatamente le rispettive capitali della necessità di rafforzare la sicurezza per le comunità ebraiche in tutto il continente, dopo una serie di attacchi contro sinagoghe in Europa e negli Stati Uniti nel corso dell’ultima settimana.

“Non ci si può illudere che il bersaglio del regime iraniano non sia ogni comunità ebraica. Questo non dovrebbe sorprendere nessuno. C’è un enorme aumento dell’antisemitismo in Europa e nel mondo.”

Rabbi Margolin ha dichiarato: “Siamo stati grati per la partecipazione di moltissimi ambasciatori e alti diplomatici al briefing. Ci siamo riuniti dopo che un’altra comunità ebraica europea, quella di Rotterdam, partner della European Jewish Association, ha visto la propria sinagoga presa di mira in un attacco doloso. Questo segue un tentativo di attacco terroristico nell’area di Detroit contro un edificio ebraico in cui erano presenti bambini in età prescolare, oltre a gravi incidenti sia a Oslo sia a Liegi. Il messaggio agli ambasciatori è stato chiaro. I governi devono rafforzare immediatamente la sicurezza delle comunità ebraiche. Il terrorismo e le attività antisemite stanno ora aumentando in tutta Europa.”