“Questa è la mia vittoria”: l’ex ostaggio Alon Ohel torna a suonare davanti al pubblico di Tel Aviv

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
L’evento, intitolato “Alon Ohel, Playing for Life”, è stato organizzato alla vigilia del 25° compleanno dell’artista e ha visto esibirsi insieme a lui alcuni dei volti più noti della scena musicale israeliana: Shlomi Shaban, il duo Leyli, Guy Mazig, Keren “Karolina” Avratz, Idan Amedi, Marina Maximilian Blumin e la band rock Monica Sex. Tutti hanno partecipato gratuitamente, devolvendo il ricavato dello spettacolo al fondo per la riabilitazione di Alon.

 

Sono le 21.00 di lunedì 9 febbraio nell’Hangar 11 di Tel Aviv. Le luci si abbassano, il pubblico trattiene il respiro e una voce registrata rompe il silenzio: “scelgo la vita ogni giorno… e poi arriva la musica, che è parte di me.” A parlare seduto al pianoforte nel centro del palco è Alon Ohel, il giovane musicista israeliano ex ostaggio di Hamas, tornato a suonare in concerto dopo oltre due anni di prigionia.

L’evento, intitolato “Alon Ohel, Playing for Life”, è stato organizzato alla vigilia del 25° compleanno dell’artista e ha visto esibirsi insieme a lui alcuni dei volti più noti della scena musicale israeliana: Shlomi Shaban, il duo Leyli, Guy Mazig, Keren “Karolina” Avratz, Idan Amedi, Marina Maximilian Blumin e la band rock Monica Sex. Tutti hanno partecipato gratuitamente, devolvendo il ricavato dello spettacolo al fondo per la riabilitazione di Alon.

 

 

La liberazione di Ohel

Alon Ohel aveva 22 anni quando il 7 ottobre 2023 è stato catturato dai terroristi di Hamas durante l’attacco al Nova Music Festival. Il giovane pianista è stato portato nella Striscia di Gaza gravemente ferito, con diverse schegge conficcate tra la spalla, il braccio e l’occhio sinistro.

La sua prigionia è durata fino al 13 ottobre 2025 quando, nel corso di un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, è stato liberato insieme agli ultimi venti ostaggi sopravvissuti.

Una volta rilasciato, Alon ha raccontato alle tv locali che la musica è stata per lui una forma di conforto psicologico e di aver sempre mantenuto vivo il sogno di tornare a suonare il pianoforte.

Il suo amore per il piano è diventato un simbolo di pace per diverse campagne internazionali volte alla liberazione degli ostaggi, iniziando dal novembre 2024, quando la sua famiglia ha organizzato una manifestazione per attirare l’attenzione globale sui 400 giorni di prigionia del pianista.

In questa occasione, centinaia di musicisti si sono esibiti su pianoforti gialli collocati nelle piazze pubbliche di tutto il mondo con la scritta “You are not alone” (Non sei solo).

Dopo il rilascio, Alon ha affrontato una lunga riabilitazione medica, cominciando da un intervento chirurgico all’occhio e una complessa operazione ortopedica per agevolargli il pieno recupero fisico e motorio.

“Alon Ohel, Playing for Life”

Il concerto a Tel Aviv ha rappresentato molto più di un semplice ritorno alla musica bensì un momento collettivo di memoria e rinascita. Durante lo spettacolo, infatti, Ohel ha accompagnato gli artisti nell’esecuzione delle stesse canzoni che, come ha raccontato al pubblico, lo hanno aiutato a resistere durante la prigionia.

Accanto a lui, sul palco, sono saliti il fratello Ronen e la madre Idit che ha sottolineato il valore simbolico della serata: “la speranza è qualcosa che possiamo creare ogni giorno. Persino questo concerto è nato come un sogno ed ora eccoci qua.”

Tra il pubblico era presente anche una persona particolarmente significativa per Alon: l’ex ostaggio Eli Sharabi, rapito il 7 ottobre e liberato nel 2024 dopo mesi trascorsi insieme al giovane pianista. Ohel lo ha cercato tra la folla per ringraziarlo pubblicamente, ricordando come Sharabi lo avesse incoraggiato a non perdere mai la speranza di tornare dalla sua famiglia.

“È surreale pensare a dove eravamo e dove siamo ora” ha dichiarato il pianista visibilmente emozionato dalla presenza dell’amico.

L’evento ha registrato il tutto esaurito solamente pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale sui social network, pubblicato lo scorso dicembre.

Sul palco, tra luci e applausi, Ohel ha definito questa serata “la mia vittoria”, ringraziando tutto il pubblico e gli artisti presenti e che solo un anno prima si erano recati nella Piazza degli Ostaggi di Tel Aviv per suonare in suo onore.

“La vostra musica mi ha dato forza” ha concluso l’artista. “Avete suonato affinché io e gli altri potessimo tornare a casa e per questo ve ne sarò per sempre grato.”