di Nathan Greppi
Cecilia, Teresa, Marì, Delfina: le quattro donne che salvarono, in vari modi, la famiglia di Emilio Jona dalla persecuzione nazifascista. Origini e condizioni sociali molto diverse ma un unico obiettivo: la vita

Il 20 settembre 1943 il padre di Emilio Jona, un importante avvocato di Biella, decise di portare tutta la famiglia in un presunto viaggio di “villeggiatura”, poiché il clima per gli ebrei nel Nord Italia era diventato assai pericoloso: dopo l’8 settembre, erano già iniziati i primi massacri antiebraici, e c’era appena stata in particolare la strage di Meina sul Lago Maggiore. A quel punto, l’allora neanche sedicenne Emilio Jona fuggì da Biella coi genitori e i tre fratelli per andare a nascondersi sulle montagne.
Durante quel periodo, le condizioni di vita furono assai dure, tanto che la madre morì in ospedale. Ma anche in una situazione tanto drammatica, non mancarono le manifestazioni d’affetto e di solidarietà. In particolare, Jona, che oggi ha 98 anni e una lunga carriera alle spalle come avvocato, scrittore e autore di testi musicali, ha voluto ricordare nel suo ultimo libro quattro donne non ebree che si sono messe in gioco per proteggere lui e la sua famiglia.
C’è Cecilia, una signora veneta che era stata assunta per occuparsi del più piccolo dei fratelli di Jona, Cianino; c’è Teresa, che assieme al marito docente di lettere Fiorenzo si sono presi cura di suo fratello Giulio; c’è Marì, donna cresciuta in Brasile che ha tenuto nascosto lo stesso Emilio; e infine c’è la segretaria di suo padre, Delfina, che coordina gli sforzi per nascondere tutta la famiglia.
In alcuni casi, l’autore ha cambiato i nomi dei personaggi, come nel caso dei coniugi che hanno protetto Giulio, Angelo Cova e Luigia Midolli. A causa di una delazione, Cova venne arrestato dai nazifascisti in quanto antifascista e deportato a Mauthausen, dove morì. Invece, il bambino ebreo che avevano nascosto si era salvato, perché la moglie fece credere ai tedeschi che fosse suo figlio. Alternando racconti reali ad una narrazione onirica e surreale, il libro di Jona vuole ricordare dei Giusti, e come anche nelle situazioni più disperate non bisogna mai perdere la speranza, unica fonte di luce in un mondo immerso nell’oscurità.
Emilio Jona, Quattro donne, Neri Pozza, pp. 304, 18,00 €.



