di Roberto Zadik
Leggenda fascinosa e ribelle, icona anni Sessanta, Brigitte Bardot è scomparsa il 28 dicembre 2025. Qui un ricordo del suo complesso, e a volte teso, rapporto col mondo ebraico francese. Una personalità contraddittoria, a cominciare dai suoi due grandi amori “ebraici”, per arrivare alle sue battaglie animaliste contro la shechità, fino le simpatie per l’estrema destra.
I compagni ebrei della Bardot: riguardo alla sua movimentata e burrascosa vita sentimentale, alla fine anni Cinquanta, flirtò per un periodo con il cantante e musicista jazz Sascha Distel, di origini ebraiche ucraine paterne, che l’attrice definì, per il suo spiccato senso dello humor e la sua allegria, uno dei pochi uomini capaci di farla ridere e forse a questo proposito registrò con lui il brano nel 1973 “Tu est le soleil de ma vie” (Tu sei il sole della mia vita).
Molto più tormentata e viscerale la passione da lei vissuta, circa dieci anni dopo, col geniale e trasgressivo cantautore Serge Gainsbourg, anche lui di origini russo-ucraine, dalla cui morte, il prossimo 2 marzo, saranno passati trentacinque anni. La Bardot conobbe, nel 1967, il cantautore, noto come provocatore irrequieto e grande paroliere e, tra i due, fu subito attrazione irresistibile tanto che collaborarono alla composizione di una canzone, che divenne il brano più famoso e scandaloso della carriera di Gainsbourg, la trasgressiva Je t’aime moi non plus. Esplicitamente maliziosa e dalla melodia ipnotica la canzone suscitò le ire funeste del fotografo e imprenditore tedesco Gunter Sachs, marito all’epoca della diva francese, da lei tradito con Gainsbourg, ed il brano venne ritirato anche perché ritenuto indecente. Poi la relazione finì ed entrambi ne soffrirono enormemente; nonostante questo lui rifece il brano con la sua nuova compagna, l’attrice inglese Jane Birkin e, nel 1969, il successo fu travolgente. La rottura con la Bardot, con la quale registrò anche il tema conduttore del film Bonnie et Clyde, fu, a detta del cantante, “come se qualcuno mi avesse strappato il cuore coi denti”.
Dopo essere stata simbolo di ribellione e emancipazione con ruoli importanti in film come E Dio creo la donna del suo ex Roger Vadim, e Il disprezzo, dell’esistenziale Goddard, a nemmeno quaranta anni nel 1973 diede l’addio al cinema per dedicarsi alle battaglie ambientaliste simpatizzando sempre di più com l’estrema destra, tanto da sposare Bernard d’Ormale uno dei suoi esponenti di punta. Sempre più coinvolta nella difesa degli animali, condannò duramente la macellazione rituale islamica ed ebraica pubblicando, nel 2014, una lettera in cui definiva la shechità una “pratica crudele”. Questo ovviamente creò un polverone di polemiche con le comunità ebraiche francesi così come le sue idee politiche la resero bersaglio della sinistra.
La Bardot e Israele
Molto intenso anche il suo rapporto con Israele soprattutto negli ultimi anni. Nel maggio 2024 difese strenuamente la cantante israeliana Eden Golan definendola “talentuosa e coraggiosa, un vero esempio per il mondo”. In tema di campagne animaliste, poco prima della morte, ha finanziato due importanti campagne animaliste, in Israele, dimostrando stima per lo Stato ebraico.



