Gaza “oscura” il genocidio ebraico. La follia della manipolazione

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr

Un calo impressionante (oltre il 40%) delle scuole in visita. Ma il Memoriale continua con la propria importante attività: le visite guidate, gli incontri del ciclo “Le parole della crisi”, le mostre e i seminari di formazione per docenti. Parla il presidente Roberto Jarach

“Da gennaio 2023 ad ora gli studenti venuti in visita sono 52.000 e il resto 58.000, mostrando una tendenza positiva negli ultimi mesi”. Questo è quanto si leggeva in un comunicato stampa della Fondazione Memoriale della Shoah nel giugno 2023, dopo un anno in cui erano stati raggiunti numeri record. A fare da volano, in particolare, la diretta con Liliana Segre e Fabio Fazio su Rai1, dopo la quale i visitatori erano aumentati sensibilmente.

Erano però tempi profondamente diversi da quelli odierni, in cui tirava un’aria decisamente differente. I massacri del 7 ottobre e la guerra a Gaza sarebbero arrivati solo tre mesi dopo, e con essi l’esplosione di antisemitismo, odio nei confronti di Israele e il rifiuto purtroppo diffuso di parlare degli ebrei come vittime “quando si comportano da carnefici”.

«Oggi i visitatori al Memoriale della Shoah sono drammaticamente calati – spiega a Bet Magazine-Mosaico il presidente Roberto Jarach -. L’unico dato certo a oggi disponibile è una riduzione delle prenotazioni delle scuole del 40%, mentre per i singoli temo che sia ancora superiore. Eppure, per gli istituti scolastici c’è un fenomeno di ripetitività, una sorta di tradizione che mandano avanti negli anni, ma, nonostante ciò, in molti non vengono più. I visitatori individuali, invece, subiscono maggiormente il clima esterno, che non è certo favorevole: il paragone errato “Gaza=Shoah” è ormai dominante e rimbalza su tutti i media. Recuperare i visitatori persi sarà difficile nel breve tempo, ci vorranno costanza e perseveranza».

Fornire cultura e conoscenza

Dal canto suo, il Memoriale continua con la propria importante attività con le visite guidate – il 27 gennaio si terrà la tradizionale visita gratuita – e con una serie di eventi culturali a latere che ne arricchiscono l’offerta. A novembre ha lanciato “Le parole della crisi”, un ciclo di incontri pubblici dedicato a termini oggi carichi di tensione, come giustizia, diritti, genocidio, fondamentalismo, che proseguirà fino a febbraio. L’obiettivo dichiarato è “partecipare al dibattito contemporaneo offrendo uno spazio di confronto aperto e informato, lontano da polarizzazioni e semplificazioni. L’iniziativa invita a ripensare la trasmissione della memoria della Shoah e la sua attualità etica e civile, con l’obiettivo di mantenere vivo il valore della memoria come strumento di ascolto, conoscenza e comprensione profonda della realtà presente”.

Importanti anche le mostre temporanee organizzate nel Memoriale, come quella sul censimento degli ebrei dell’agosto del 1938 (esposti da novembre a fine dicembre): un’occasione preziosa per i visitatori, che hanno potuto vedere con i propri occhi alcuni documenti originali appartenenti al Fondo Israeliti, ritrovato anni fa in un sotterraneo dell’Anagrafe di Milano e oggi conservato alla Cittadella degli Archivi, che documenta il primo atto formale di discriminazione contro gli ebrei residenti in città. Inoltre, il 15 gennaio, dalle 15 alle 18, si terrà il seminario di formazione per docenti intitolato Le immagini della Shoah tra storia e propaganda. L’iniziativa propone un percorso di riflessione sul ruolo delle immagini nella costruzione del linguaggio dell’odio e nella memoria della persecuzione. Attraverso interventi e attività laboratoriali, si indagheranno le rappresentazioni dell’odio, la propaganda antiebraica e il ruolo dell’immagine nella costruzione della storia e memoria della Shoah.

Dal 15 gennaio al 18 febbraio il Binario 21 ospiterà, poi, la mostra Mimmo Paladino. Görlitz – Stalag VIII A – 15 gennaio 1941, che propone una meditazione intensa sulla nascita del Quatuor pour la fin du Temps, che Olivier Messiaen compose durante la prigionia nel campo nazista di Görlitz. L’opera musicale, realizzata in condizioni di estrema privazione e sofferenza, diventa in questo progetto il centro di una trasposizione visiva che ne amplifica la potenza spirituale.

Dal 1 al 26 febbraio, inoltre, in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, il Memoriale della Shoah promuove il progetto Lo sport che unisce: Memoria contro il razzismo dedicato al rapporto tra sport, memoria e diritti. L’iniziativa è inserita all’interno delle Olimpiadi culturali 2026, ed è quindi all’interno nel programma ufficiale della Manifestazione. Il percorso si articola in tre modalità: visite tematiche, proiezioni e strumenti didattici pensati per scuole e gruppi.

Infine, a gennaio, in collaborazione con Fondazione Intesa, ci sarà un’esposizione che ricostruisce la storia dell’Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare (EGELI), istituito nel 1939 per amministrare e liquidare i beni confiscati agli ebrei italiani. Documenti, registri e atti amministrativi mostrano la capillarità delle pratiche di spoliazione e il lungo lascito burocratico che ha segnato le vite delle famiglie coinvolte.

«Il nostro obiettivo primario è fornire cultura e conoscenza, per abituare, soprattutto i giovani, a ragionare e approfondire ciò che studiano, in modo che possano costruire, domani, una società critica e consapevole», conclude Jarach.