di Anna Balestrieri (Gerusalemme)
Dopo più di due anni di guerra e di estenuanti negoziati, Israele ha recuperato le salme di tre ostaggi simbolo del lungo conflitto con Hamas e la Jihad Islamica: Lior Rudaeff, ucciso il 7 ottobre 2023 durante l’attacco a Nir Yitzhak; Hadar Goldin, caduto e rapito durante la guerra del 2014; e Joshua Loitu Mollel, cittadino tanzaniano rapito il 7 ottobre mentre lavorava nel kibbutz Nahal Oz. Il loro ritorno segna un momento di chiusura dolorosa ma significativa per le famiglie e per il Paese, ancora impegnato a riportare in patria i resti di altri quattro ostaggi. (Nella foto il funerale di Lior Rudaeff al Kibbutz Nir Yitzhak).
Il ritorno di Lior Rudaeff, eroe di Nir Yitzhak

Nella notte tra il 7 e l’8 novembre, Hamas e la Jihad Islamica Palestinese hanno consegnato la salma di Lior Rudaeff, 61 anni, al Comitato Internazionale della Croce Rossa, che l’ha poi trasferita alle autorità israeliane.
Hadar Goldin: la fine di una prigionia durata undici anni

Solo un giorno dopo, il 9 novembre, Israele ha ricevuto anche il corpo del tenente Hadar Goldin, catturato da Hamas durante la guerra del 2014 a Rafah. La sua storia rappresentava la più lunga vicenda di prigionia di un militare israeliano dalla fine del disimpegno da Gaza nel 2007.
Joshua Loitu Mollel: il giovane tanzaniano del kibbutz Nahal Oz

Pochi giorni prima, il 6 novembre, era tornato anche il corpo di Joshua Loitu Mollel, 21 anni, cittadino della Tanzania e studente di agricoltura. Rapito da Hamas il 7 ottobre 2023, mentre lavorava nella stalla del kibbutz Nahal Oz, era arrivato in Israele solo due settimane prima per un programma di specializzazione.



