di Davide Cucciati
Durante la serata Gadot ha ricevuto il Jerusalem Film Festival Award e il Power of Dreams Award da parte dell’Hadassah The Women’s Zionist Organization of America. Qualche giorno dopo Gadot ha incontrato cinque donne sopravvissute alla prigionia di Hamas: Doron Steinbrecher, Liri Albag, Naama Levy, Moran Stela Yanai e Ilana Gritzewsky, che hanno parlato delle loro tragiche esperienze durante la prigionia. (Foto: Jewish Syndicate News)
Il 17 luglio 2025, all’anfiteatro Sultan’s Pool di Gerusalemme, Gal Gadot ha inaugurato il 42° Jerusalem Film Festival. Sul palco, la star israeliana di Wonder Woman e di Biancaneve ha ricordato la visita alle comunità al confine con Gaza, effettuata il weekend precedente.
“La realtà fuori è molto complicata e nessun luogo mi emoziona più di questo. Amo il mio Paese e la mia gente”, ha dichiarato l’attrice, indossando un abito rosso e una spilletta gialla in ricordo dei rapiti ancora prigionieri a Gaza. Come riportato dal Jewish News Syndicate, Gadot ha aggiunto: “Mi sono resa conto di quanto sia importante per le persone poter raccontare le proprie storie. È bello essere qui, in un festival così importante”. Rivolgendosi ai registi e sceneggiatori presenti, ha detto con entusiasmo: “Non vedo l’ora di girare un film in ebraico”.
L’attrice ha concluso il suo intervento con un appello accorato: “La cosa più importante che tutti desideriamo è poter tornare a respirare con calma e potremo farlo solo quando gli ostaggi saranno tornati a casa. Prego perché questa guerra finisca presto, con pace e sicurezza per tutti”.
Durante la serata Gadot ha ricevuto due riconoscimenti: il Jerusalem Film Festival Award le è stato conferito per il suo contributo al cinema internazionale, mentre Hadassah The Women’s Zionist Organization of America le ha consegnato il Power of Dreams Award per il suo “sostegno coraggioso e incrollabile a Israele e per aver usato la sua piattaforma globale a difesa della verità e della giustizia”. A consegnare il premio sono state Carol Ann Schwartz, presidente di Hadassah, e Dalia Itzik, già presidente ad interim dello Stato di Israele e oggi presidente del Consiglio dell’Hadassah Medical Center.
“La scelta di Gal Gadot è naturale, è una donna che ha infranto barriere e rappresenta un’ambasciatrice per Israele e per il popolo ebraico ovunque si trovi nel mondo”, ha dichiarato Schwartz. Gli organizzatori del Festival hanno aggiunto: “Gal ha iniziato la sua carriera qui in Israele ed è diventata una delle star più riconosciute a livello internazionale mantenendo un forte legame con le sue radici”. Nel corso del suo recente soggiorno in Israele, Gal Gadot aveva già visitato le comunità attaccate da Hamas il 7 ottobre 2023, spingendosi fino alla Foresta di Re’im, luogo del massacro del Nova Festival. Come riportato da Israel Hayom, l’attrice ha fatto tappa anche in diversi kibbutzim tra cui Zikim, dove ha parlato con i residenti e si è fermata in un piccolo wine bar appena riaperto. Yael Glantz, la responsabile del locale, ha raccontato: “Gal è stata molto calorosa, l’incontro è stato intimo. Ci ha chiesto come stiamo affrontando il ritorno dopo l’evacuazione e come viviamo oggi nel kibbutz”.
Inoltre, martedì 22 luglio, come riportato dal Times of Israel, l’attrice israeliana ha incontrato cinque donne sopravvissute alla prigionia di Hamas: Doron Steinbrecher, Liri Albag, Naama Levy, Moran Stela Yanai e Ilana Gritzewsky. Le donne hanno raccontato i traumi vissuti nei tunnel e nelle abitazioni civili di Gaza, chiedendole di continuare a usare la propria visibilità internazionale per sensibilizzare il mondo sul destino dei rapiti ancora trattenuti. “Non smettere. Dobbiamo continuare a parlare degli ostaggi e tenerli nella coscienza pubblica”, ha detto Doron Steinbrecher rivolgendosi all’attrice. Gal Gadot ha risposto: “Avete vissuto cose inimmaginabili e non riesco a credere che siate qui ora. State andando avanti con la vostra vita e allo stesso tempo combattete per gli altri. Da fuori, è incredibile vedere come abbiate raccolto la barella e stiate portandola per quelli che sono ancora lì. Siete forza. Siete ispirazione. Spero che tornino tutti, presto”.
Il gesto della star israeliana arriva in un momento in cui l’attenzione internazionale sugli ostaggi sembra affievolirsi. Secondo il Jewish News Syndicate, sarebbero ancora almeno cinquanta le persone in ostaggio a Gaza. Una realtà drammatica che rischia di svanire nel rumore di un’informazione sempre più disordinata in cui i fatti certi faticano a emergere.