Giorgio Perlasca. Il salvatore degli ebrei di Budapest

di Redazione

Un famoso e citato verso del Talmud recita così: “Chi salva una vita, salva il mondo intero“. Una frase che sottolinea, rimarca, il valore incontestabile di ogni essere umano, senza discriminazioni di alcun tipo. Inoltre, c’è una racconto della tradizione ebraica che dice: «Esistono sempre al mondo trentasei Giusti, nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno d’esserlo; ma quando serve, escono allo scoperto e si prendono i destini del mondo sulle loro spalle e questo è uno dei motivi per cui D-o non distrugge il mondo».

Se parliamo di scelte coraggiose, non possiamo non citare Giorgio Perlasca che è incontestabilmente la dimostrazione e prova tangibile dell’esistenza dei Giusti. Durante la seconda guerra mondiale, Perlasca salvò migliaia di ebrei ungheresi, ma per un qualche motivo oscuro e non chiaro, la sua vicenda è rimasta nascosta, consegnata all’oblio, fin quando nel 1988 un gruppo di donne ebree ungheresi, sopravvissute alla Shoah, ha deciso di ritrovare il loro salvatore, di rintracciare Perlasca. La vicenda di Perlasca è un simbolo di coraggio e giustizia; il salvatore degli ebrei di Budapest è stato un uomo che, nonostante il passato da militante fascista, ha saputo fare la scelta giusta in un periodo estremamente pericoloso. Chi è quest’uomo e qual è la sua storia?

Per raccontare l’impresa ungherese di questo “Giusto”, nella puntata di Mosaico Podcast che ascolterete, abbiamo deciso di invitare Matteo Mastragostino autore e sceneggiatore della graphic novel Perlasca. Un uomo comune. Un eroe dimenticato, pubblicata dalla casa editrice Becco Giallo con i disegni di Miron.

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foto di Giorgio Perlasca

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