Si alza il sipario su Jewish in the City #150

di Daniela Cohen

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Enrico Fink (Credit photo Jewish in the City #150)

Con un ritardo provocato dal disagio della pioggia, alla Rotonda di via della Besana inizia con grande suggestione a farsi sentire la voce di Enrico Fink che ci offre splendida musica tradizione sinagogale italiana proposta in chiave venata di jazz assieme a un gruppo di musicisti fantastici: Gabriele Coen al sax e clarinetto, Zeno de Rossi alla batteria e Alfonso Santimone al piano. Di colpo tutto diventa piacevole, anche sotto la pioggia incessante. E’ il momento dei discorsi e inizia Ferruccio De Bortoli, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano e Presidente Longanesi: elenca i vari meriti di questo progetto che per il terzo anno si apre a Milano e cede la parola a Raffaele Besso, co-presidente della Comunità milanese.

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Raffaele Besso, co-presidente della comunità ebraica di Milano

Besso racconta di come la Scuola ebraica e la nostra Comunità siano un ‘melting pot’ capace di migliorare la vita alle persone attraverso aiuti, educazione, l’apertura ai dialoghi per abbattere l’antisemitismo strisciante che ancora si affaccia nella società. Parla poi Milo Hasbani, co-presidente, che sottolinea la grande validità di ‘Jewish and the City’ e del suo programma, realizzato attraverso l’impegno di Rav Della Rocca e di Cristiana Colli. Hasbani ringrazia il consigliere Gadi Schoenheit per il preziosissimo aiuto e Rav Alfonso Arbib per l’importanza delle relazioni istituzionali che vi hanno partecipato, compresi gli sponsor che hanno sostenuto i lavori. “Oggi ricordiamo il nostro passato ma teniamo all’impegno che ci sia un futuro, che ci renda sempre partecipi”.

Roberto Jarach, ringraziato da De Bortoli per la collaborazione data al Memoriale, prende la parola: “La comunità è qui da 150 anni e ricordo che i miei nonni ci sono arrivati da almeno 130, dall’inizio del Novecento”. Decanta la qualità eccellente del Festival e l’impegno a lavorare molto di più al Sud, per risvegliare la memoria di una presenza ebraica molto importante anche in Puglia, Calabria e Sicilia. E’ la volta di Francesca Balzani, vice sindaco di Milano, che dichiara: “E’ per me un onore e una gioia personale essere qui alla terza edizione di questo Festival che celebra i 150 anni di presenza della Comunità Ebraica a Milano.

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Milo Hasbani, co-presidente Comunità ebraica di Milano

Sentirsi cittadini del mondo ma conservare la propria identità è una cosa molto bella che voi sapete fare molto bene!”. Rav Arbib prende la parola e parla di come Avraham definisse se stesso “straniero e residente”, un paradosso che rappresenta un
elemento fondamentale dell’ebraismo diasporico e che contiene un elemento positivo perché è un contributo essenziale per gli altri.

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