Jewish and The City / Anteprima all’insegna di domanda e conoscenza

di Carlotta Jarach

anteprima1Un’atmosfera magica quella che ha dato il via alla seconda edizione del Festival di Jewish and the City sabato 13 settembre alla Rotonda della Besana. Lunghe tavolate, simboleggianti quelle ebraiche durante i sedarim, ricche di quella convivialità e di quel desiderio di sapere e di domandare tipiche di Pesach.

La serata di anteprima del Festival si è aperta con Andrée Ruth Shammah, responsabile e regista del Teatro Franco Parenti, che ha presentato l’evento e dato ufficialmente avvio al Festival: attori-narratori a lume di candela attraverso i tavoli portavano ai commensali le parole della Haggadah, con testi liberamente tratti dall’Esodo, a cura di Miriam Camerini.

E in questa sorta di meta-teatro e meta-narrazione, essi si trovavano sempre davanti a un pubblico diverso, nuovo, accomunato da un gran desiderio di conoscere: come dimostrano le numerose domande che alla fine del Seder sono state poste a Rav Pier Paolo Punturello. Il pubblico come il figlio Tam, semplice, che pone domande magari per noi scontate, ma allo stesso modo importanti.

Il Seder invita tutti a conoscere e a interrogarsi: e come un passaggio, la narrazione è passata, di bocca in bocca, di mente in mente.

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