Memoria, concerto al Conservatorio con discorsi, filmati e grande musica

Feste/Eventi

di Roberto Zadik

concerto-memoria-shoahCome ogni anno, lo scorso 27 gennaio dalle 20 si è tenuto il tradizionale concerto per la Giornata della Memoria, organizzato dalla Comunità ebraica milanese in collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah, la Fondazione Cdec, il Conservatorio “Verdi” di Milano e la Fondazione Memoriale della Shoah. Organizzato dalla musicista Lydia Cevidalli in collaborazione col direttore d’orchestra Davide Gualtieri e condotto dal bravo Luca Ciammarughi, l’evento ha alternato discorsi e testimonianze, letture di brani, un emozionante filmato sulla colonia di Sciesopoli che diede rifugio e ospitalità a centinaia di bambini scampati ai lager nazisti e cori e composizioni firmati da grandi compositori ebrei. Tutto questo davanti a un vasto pubblico, fra i presenti diverse istituzioni e politici comunitari, dall’assessore alla Cultura, Romano, al suo vice, Schonheit, all’assessore al Personale Claudia Terracina in una Sala del Conservatorio molto piena.

A cominciare i discorsi è stato Ferruccio De Bortoli, presidente del Memoriale della Shoah. “Mi chiedo se la Giornata della Memoria sia utile con quanto sta accadendo in Europa con l’antisemitismo in Francia, in Ungheria e con la visita del dittatore iraniano Rouhani – ha dichiarato -. La risposta è non dimenticare il passato e per questo io dico che la Giornata della Memoria è necessaria”.

Molto importanti anche i due altri interventi, del Rabbino Capo, Rav Alfonso Arbib si è concentrato sul grave contrasto che stiamo vivendo fra la solennità della Giornata della Memoria e la rinascita dell’antisemitismo e della violenza antisemita e xenofoba in Francia e in Europa. “Ho letto recentemente un articolo che mi ha fatto molto arrabbiare, scritto da Zvi Ammar che invitava a non mettere la kippà, perché chi la indossa rischia la vita,  essa è la stella gialla di oggi. Questo paragone mi mette i brividi”. Nel suo discorso, Rav Arbib, ha sottolineato che stiamo vivendo un clima mai visto da anni col ritorno del negazionismo, una notevole indifferenza e Paesi come l’Iran dove durante la Giornata della Memoria vengono organizzate mostre che espongono vignette antisemite. “Non dobbiamo restare in silenzio riguardo a questo. Vorrei segnalare a riguardo un Midrash che racconta che ai tempi dell’Egitto del Faraone c’erano tre consiglieri e quando egli decise di perseguitare gli ebrei, uno di loro rimase in silenzio. Ecco molta gente ha lo stesso atteggiamento non per cattiveria ma semplicemente per rassegnazione, perché secondo loro parlare non serve a niente, Bisogna opporsi, saper dire un No molto forte e chiaro a tutto questo”.

Successivamente,  l’intervento di Roberto Jarach dove il vicepresidente Ucei e della Fondazione Memoriale per la Shoah ha evidenziato quanto il Memoriale stia facendo per sensibilizzare le giovani generazioni sulla Shoah, esprimendo la propria preoccupazione per l’antisemitismo europeo. “La gente deve capire che gli ebrei sono sempre state le sentinelle dei pericoli che avrebbero riguardato tutti gli altri, i primi a soffrire delle violenze. Per questo dobbiamo lavorare per prevenire qualsiasi forma di antisemitismo nel presente e nel futuro”. Dopo gli interventi, il presentatore ha introdotto i due cori, uno dedicato al direttore d’orchestra ebreo Vladimir Delman del Conservatorio e il coro diretto dal Maestro Gualtieri. Fra i brani eseguiti, opere composte da celebri compositori ebrei italiani come Vittore Veneziani,amico di Toscanini e ex direttore del Teatro “La scala” dal 1921 al 1938  di cui ha parlato Ersilia Lopez e Leone Sinigallia. Nella scaletta anche una versione inedita del capolavoro di Guccini “Auschwitz” e opere originali come quelle del compositore ebreo tedesco Kurt Sonnenfeld che dedicò un brano “Ferramonti valzer” al campo d’internamento di Ferramonti nel 1941 che fu, come ha ricordato il presentatore, luogo dove c’erano numerosi artisti che nonostante le difficoltà della vita nel campo e le sofferenze componevano canzoni e mantenevano la loro creatività. In tema di musicisti e artisti, efficace la testimonianza della Lopez che è salita sul palco in ricordo del Maestro Veneziani. “Era una persona squisita e un gentiluomo” ha detto la donna “ anche se quando lavorava era molto esigente e severo. Come nostro maestro era molto sensibile e attento verso di noi, ma quando sbagliavamo, urlava, strappava gli spartiti e ci metteva sempre molta passione in tutto quello che faceva”. Fra brani, i coristi hanno eseguito anche “Il cacciatore nel bosco” del grande Leone Sinigaglia, autorevole artista ricordato nel 2014, 70 anni dopo la sua tragica morte per infarto quando venne arrestato dai tedeschi nel 1944. Musica e discorsi, ma non solo. Durante la serata è stato proiettato anche il bel documentario sulla colonia di Sciesopoli che fondata dal regime fascista divenne dopo la guerra, rifugio e salvezza per più di 800 bambini che, dal 1945 al 1948,  dopo le sofferenze della Shoah trovarono un luogo di pace in mezzo alla natura dover poter riunirsi, stare assieme e riprendere la normalità dopo le atrocità dei lager. Grazie agli sforzi dell’ex presidente della Comunità ebraica milanese, Raffaele Cantoni, del biologo Luigi Gorini e di educatori e professionisti, quell’edificio fascista venne trasformato completamente per finalità positive e educative. Nel bel filmato diretto da Enrico Grisanti, si vedono immagini d’epoca e interviste ad alcuni di quei bambini, divenuti anziani, nonni e padri di famiglia che ricordano con commozione “quella bellissima famiglia acquisita dove giocavamo fra di noi, facevamo amicizia e ricominciavamo a  vivere” hanno ricordato Netty Burnstein e Sidney Zoltnick, due di quei bambini, poi emigrati in Israele. Il concerto è terminato verso le 22.30 con gli applausi e l’emozione del pubblico e gli ultimi brani eseguiti dai cori di musicisti.

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