Un'orecchia di Amman e la Meghillà di Purim

Le mitzvòt di Purim (ai tempi del coronavirus)

di Rav Alfonso Arbib

Nell’augurare a tutti Purim samèach e nella speranza di sentire presto besoròt tovòt (buone notizie), vorrei ricordare alcune regole riguardanti Purim.
In questa situazione particolare le mitzvòt di Purim vanno osservate stando però molto attenti a osservare i limiti posti dall’ordinanza ministeriale (ricordiamo che oltre il dovere di osservare queste norme come cittadini italiani esiste il dovere halakhico di preservare la propria salute e quella del prossimo).
Le mitzvòt di Purìm sono 4: lettura della Meghillà, invio di porzioni di cibo a una persona (mishlòach manòt), pasto festivo (mishtè) e doni ai poveri (mattanòt laevionìm).
1. La lettura della Meghillà va ascoltata da una persona che la legga da una Meghillà (rotolo di pergamena) kesherà. Bisogna seguire la lettura sia la sera di lunedì 9 marzo, sia la mattina di martedì 10 marzo, con grande attenzione e senza perdere neanche una parola.
Considerata la situazione attuale è assolutamente necessario che le persone si siedano a distanza di sicurezza e quindi deve essere prevista una lettura con un numero limitato di persone che devono sedersi a distanza tra di loro. Ove ciò non fosse possibile si devono prevedere varie letture in tempi diversi. Ciò è importante soprattutto per i Battè kenesset più piccoli in cui è più difficile sedere a distanza di sicurezza.
2. Mishlòach manòt. Ricordiamo che si esce d’obbligo da questa mitzvà inviando 2 porzioni di cibo pronte per essere consumate a una persona.
Fare più mishlòach manòt è possibile ma non è obbligatorio. Si raccomanda anche in questo caso di stare molto attenti a evitare contati diretti. Ricordiamo che le manòt possono essere inviate senza consegnarle direttamente.
3. Mishtè. È mitzvà fare un pasto festivo con pane e possibilmente carne.
Ci raccomandiamo di adempiere a questa mitzvà privatamente in famiglia e di astenersi da pranzi pubblici.
4. Doni ai poveri (mattanòt laevionìm). La mitzvà è di fare almeno 2 regali ad almeno 2 poveri, un regalo per uno. È una mitzvà molto importante perché si aiutano le persone in difficoltà ed è anche un modo di aiutare le persone per le spese che dovranno sostenere per Pesach.
Anche questa mitzvà va osservata mantenendo le debite distanze e ricordiamo che può essere osservata inviando i doni attraverso altre persone o anche versandoli in banca ad associazioni che si occupano di farli pervenire ai bisognosi durante Purim.
Ricordiamo che quest’anno è particolarmente importante osservare questa mitzvà. In un brano poetico che si usa leggere a Kippur, Untanè tòkef, è scritto utshuvà, utfillà utzdakà ma’avirim et rò’a haghezerà – il pentimento, la preghiera e la tzedakà tolgono il decreto cattivo.
Siamo in presenza di una situazione estremamente difficile, dobbiamo affrontarla osservando scrupolosamente le norme sanitarie ma nello stesso tempo dobbiamo avere fede che la salvezza viene da Hakkadòsh Barùkh Hu e far tutto ciò che la tradizione ebraica considera fondamentale per chiedere un intervento divino che ci salvi dal pericolo.
Con l’augurio che come è successo a Purìm, tutto cambi per il bene (venahafokh hu) e che il mese di Adàr sia l’inizio di un periodo di gioia.
Mishenikhnas Adàr marbìm besimchà.
Rav Alfonso Arbib
Il presidente Milo Hasbani e il Consiglio della Comunità augurano a tutti Purìm sameach e si raccomandano che soprattutto in occasione della festa vengano seguite le norme sanitarie indicate dall’ordinanza ministeriale come del resto è raccomandato nella comunicazione di Rav Arbib.
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