Arte e musica per la Fondazione Matalon

Daniel della Seta alla Fondazione Matalon

Con un concerto di Daniel della Seta, festeggiati i 10 anni di cultura e eventi alla Fondazione d’Arte Contemporanea di Luciana Matalon: “Un grande sogno realizzato che va rafforzato; con Israele nel cuore”

In un’epoca forse un po’ depressa in fatto di cultura -almeno nel nostro Paese-, ecco un’iniziativa in controtendenza. Musica e arte per un anniversario che Milano ha ospitato in uno dei suoi più dinamici centri creativi.

In occasione del decimo anniversario del Museo-Fondazione Luciana Matalon, c’è stata festa grande in Foro Bonaparte, con oltre 300 invitati.

La violinista russa Lada Bronina intona l’Ha Tikvà, ad inaugurare un viaggio nei colori e nei sentimenti dell’arte, con “Policronote” dell’ensemble guidato da Daniel Della Seta, giornalista e conduttore Rai, per l’occasione cantante e voce recitante, con il contrabbasso di Alberto Guareschi, il pianoforte di Stefano Scartocci, musicista di Sergio Endrigo e Renato Zero, e la tromba di Michael Supnick, interprete dei classici jazz nel film di Giuseppe Tornatore La leggenda del pianista sull’Oceano.

E un comune filo rosso unisce i colori delle opere d’arte alle pareti con  le note: quelle di canzoni come La stella d’oro di Herbert Pagani, che ricorda la sofferenza e l’esilio, il dolore e la rinascita del popolo ebraico, all’ombra dell’imponente opera Viaggio negli uragani della mente. Sensazioni e ricordi: il tutto con una piccola promenade tra i lavori esposti in galleria e i versi di Paoli, Tenco, Endrigo, De Andrè, Bindi, Piovani, Aznavour, Henri Mancini, Vinicius de Moraes, cantati da Daniel della Seta. “Questa galleria nasce con l’intento di dare vita a uno spazio pensato per lo studio e la valorizzazione dell’arte contemporanea – sottolinea Luciana Matalon, ideatrice della Fondazione e apprezzata artista internazionale, animata da un indissolubile legame con Israele e l’ebraismo.

L’anniversario diventa quindi oggi un modo per ripercorrere il ruolo della Fondazione nella proposta di artisti di assoluta originalità. Visi noti nel galà offerto nei 700 metri quadri della galleria che in questi dieci anni ha ospitato mostre, eventi, iniziative culturali, convegni anche internazionali. Per questa serata promossa con Allianz Bank, c’erano politici, professionisti, gente comune, curiosi, tutti appassionati d’arte e amici della mecenate, visibilmente commossa tanto da affidare il suo saluto al direttore del museo, Nello Tajetti: “L’istituzione della Fondazione non è stata concepita come un progetto esclusivamente personale, piuttosto come un crocevia di talenti e la voglia di mixare nuove idee e occasioni. L’area museale documenta oltre 40 anni di attività della Matalon in America, Europa, Giappone e Israele, dove la scultura Città-sole è stata collocata nella piazza di Netanya”. “Un omaggio a mio marito Beniamino e al suo desiderio di ritorno alle antiche radici, dopo tante dolorose vicissitudini storiche. Ideologicamente -aggiunge Matalon-, la mia scultura vuole essere un’isola serale capace di far dimenticare le prigioni di giorni spenti”. A Milano, sono esposte le sue opere pittoriche e le sculture gioiello. Luciana si è dedicata alla ricerca dei materiali, alla scultura,  al design creativo, alla realizzazione di oggetti preziosi. Anche lo stesso Museo è un’opera d’arte: ideato e personalizzato da un pavimento di resine e fibre ottiche che raccoglie riflessioni, articoli e appunti dell’artista stessa e di altri scrittori suoi compagni di viaggio come Roberto Sanesi, Miklos Varga, Armando Ginesi, Arturo Schwarz, fino a condurre ad una “città astrale” che si staglia tra presenze stellari e vuoti abissali. Gli allestimenti variano in modo da permettere al visitatore di conoscere i diversi aspetti della vasta produzione. “Con il Premio Biennale Beniamino Matalon per le Arti Visive, indetto 5 anni fa -conclude Luciana Matalon-, vorrei stimolare gli artisti under 35 alla realizzazione di opere che siano frutto di originale riflessione sulla realtà, nonché sostenerli nel loro percorso di crescita artistica”.

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