I mille sevivon dell’artista israeliano Eran Grebler

Ebraismo

di Ilaria Ester Ramazzotti

sevivonNegli otto giorno di Chanukkà nessun bambino rinuncerebbe a giocare con il suo sevivon, uno dei simboli della festa delle luci che ci ricorda che “un grande miracolo è accaduto là”, in terra d’Israele. “Un grande miracolo è avvenuto qui”, dice infatti chi risiede in Heretz. E proprio là, nei pressi di Tel Aviv, l’artista Eran Grebler ha esposto il più grande sevivon esistente, non lontano dal suo laboratorio e azienda Beith Hasevivon. Ceramista di seconda generazione, allievo del maestro Hedwig Grassman Lehman, Eran crea e propone al pubblico una serie di trottole create e prodotte con tecniche differenti e inusuali.

Vale la pena di darci un’occhiata: variopinte in svariate fantasie floreali, astratte, a forma di animali e arricchite da oggetti che non ci aspetteremmo di trovare su una trottola, dal biscotto al campo da calcio, da una foglia a un puntaspilli; elementi e particolari disegnati per arricchire una collezione di ceramiche artigianali dall’impronta fantasiosa e allegra. Sevivon per tutti i gusti, insomma, e ancora di più. Beith Hasevivon crea ed espone anche menorah, chamsa, mezuzà, contenitori per la tzedakà, piatti per il seder di Pessach e scacchi. Mille oggetti per tutte le festività e per la quotidianità della vita famigliare che alla tradizione uniscono una personale e inconsueta rivisitazione.

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