La ruota del Faraone: quando la pasta incontrò le uvette e i pinoli

di Naomi Stern

Ci sono ricette che hanno storie, profumi e tradizioni che vanno oltre la semplice bontà. La Ruota del Faraone è una di queste. Perché bastano pochi, pochissimi ingredienti per essere catapultati in altre epoche e in altre cucine, magari diversissime dalla propria. Gli ingredienti che compongono questo piatto hanno una caratteristica che li rende straordinari: si completano da soli. I pinoli tostati senza l’aggiunta di olio e le uvette che rinvengono nell’acqua calda diventando morbide e deliziose si sposano perfettamente con i capelli d’angelo, una pasta tanto delicata quanto leggera.

Esistono tante versioni e interpretazioni di questo piatto nato nel ghetto veneziano col nome di “frisinsal de tagiadele” e diffuso in molte comunità italiane. Le versioni del bescialac (per Shabbat Bescialach) e del hamin, per esempio, includono anche pezzetti d’oca o di manzo; ma non stupitevi di trovarlo arricchito con le uova sode o di assaggiarlo condito col sugo dell’arrosto.

 Ingredienti per 6 persone

  • 500 gr di capelli d’angelo o di tagliatelline sottili all’uovo
  • una manciata abbondante di uvette
  • una manciata abbondante di pinoli
  • olio
  • sale, pepe

Preparazione
Cuocere i capelli d’angelo in abbondante acqua salata. Scolare bene, condire la pasta con un po’ d’olio e disporla su un vassoio a raffreddare, smuovendola con due forchette. Far rinvenire l’uvetta in acqua calda e strizzarla. Tostare leggermente i pinoli in una padella senza olio. Mettere sul fuoco una padella antiaderente con olio abbondante, disporvi metà della pasta, cospargerla con uvetta e pinoli e coprire con la restante pasta. Incoperchiare e cuocere a fuoco minimo perché si formi una crosticina. Con l’aiuto del coperchio, rivoltare la ruota e formare la crosticina anche sull’altro lato. Servire calda o tiepida, tagliata a fette a mo’ di torta.

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