di Anna Balestrieri (Gerusalemme)
Tomer-Yerushalmi ha ammesso di avere autorizzato la fuga del video, dichiarando di averlo fatto “per contrastare la propaganda diffamatoria contro le autorità legali dell’esercito”. La pubblicazione di materiale probatorio coperto da segreto istruttorio ha però aperto una nuova indagine penale nei suoi confronti, aggravata dal sospetto che abbia cercato di cancellare prove — tra cui il proprio telefono cellulare, presumibilmente gettato in mare.



