Parashà

Parashat Ki Tissà. Perché le prime Tavole create da D-o non durarono e quelle fatte congiuntamente con l’uomo sì?

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nell’ebraismo, il naturale è più grande del soprannaturale, nel senso che un “risveglio dal basso” è più potente nel trasformarci, e ha effetti più duraturi, di un “risveglio dall’alto”. Ecco perché le seconde Tavole della Legge sopravvissero intatte, mentre le prime no. L’intervento divino cambia la natura, ma è l’iniziativa umana – il nostro approccio a Dio – che cambia noi.

Parashat Terumà. Il chol è lo spazio che Dio crea per l’uomo. Il kodesh è lo spazio che noi creiamo per Dio

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Come il chol (il profano) è lo spazio che Dio crea per l’uomo attraverso l’auto-limitazione, così il kodesh è lo spazio che l’uomo crea per Dio attraverso la propria auto-limitazione. Ecco perché la creazione del Tabernacolo da parte degli Israeliti è il parallelo della creazione dell’universo da parte di Dio. Entrambi sono atti di rinuncia reciproca, in cui l’uno fa spazio all’altro.

Parashat Shemot. Un leader non ha bisogno di avere fede in se stesso, ma nel popolo che deve guidare

Apunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Chi è un leader? A questa domanda, la risposta ebraica è: qualcuno che si identifica con il suo popolo, consapevole dei suoi difetti, certo, ma convinto anche della sua potenziale grandezza e della sua preziosità agli occhi di Dio. “Quel popolo di cui hai dubbi”, disse Dio a Mosè, “sono i credenti, i figli dei credenti. Sono il mio popolo e sono il tuo popolo. Proprio come credi in me, così devi credere in loro”.

(Foto: Giuseppe Gimignani presso Palazzo Rospigliosi, Pistoia, I fratelli di Giuseppe mostrano a Giacobbe la veste insanguinata)

Parashat Vayeshev. La fede e la speranza: ecco ciò che ha permesso la sopravvivenza del popolo ebraico

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Gli ebrei sono il popolo che ha rifiutato di essere confortato perché non ha mai perso la speranza. Giacobbe alla fine rivide Giuseppe. I figli di Rachele tornarono nella loro terra. Gerusalemme è di nuovo la patria ebraica. Tutte le prove potrebbero suggerire il contrario: potrebbe sembrare che significhi una perdita irreparabile, un decreto della storia che non può essere annullato, un destino che deve essere accettato.

Marc Chagall "La scala di Jacob" (1973)

Parashat Vayetzè. Dio può coglierci di sorpresa, svegliandoci dal nostro sonno, afferrandoci quando cadiamo

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Se Abramo rappresenta il nostro viaggio verso Dio, e Isacco il nostro dialogo con Dio, Giacobbe significa l’incontro di Dio con noi – non pianificato, non programmato, non previsto; la visione, la voce, la chiamata che non possiamo mai conoscere in anticipo, ma che ci lascia trasformati. Come per Giacobbe, così per noi. È come se ci svegliassimo da un sonno e ci rendessimo conto, come se fosse la prima volta, che “Dio era in questo luogo e io non lo sapevo.”

Parashat Vayerà. Onoriamo Dio onorando la Sua immagine: l’umanità

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Gli idolatri del tempo di Abramo adoravano il sole, le stelle e le forze della natura come dèi. Adoravano il potere e i potenti. Abramo sapeva, tuttavia, che Dio non è nella natura ma al di là della natura. C’è una sola cosa nell’universo sulla quale Egli ha impresso la Sua immagine: la persona umana, ogni persona, potente e impotente allo stesso modo.

Parashat Lech Lechà. I valori con cui ognuno cresce sono la base delle decisioni che farà nella vita

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La storia di Abramo può essere letta in due modi. Una lettura sottolinea la discontinuità: Abramo ruppe con tutto ciò che venne prima. L’altra mette in evidenza la continuità: suo padre aveva già intrapreso il lungo cammino verso la terra che sarebbe poi diventata santa, ma si era fermato a metà. Abramo completò il viaggio che suo padre aveva iniziato.

Parashat Bereshit. L’uomo, partner di D-o nella creazione

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Come affermano i rabbini (Bereishit Rabbah 8:1; Sanhedrin 38a): “Perché l’uomo è stato creato per ultimo? Per dire: se ne è degno, tutta la creazione è stata fatta per te; ma se ne è indegno, gli viene detto: persino un moscerino ti ha preceduto”. La Torà rimane la suprema chiamata di Dio all’umanità alla libertà e alla creatività da un lato, e alla responsabilità e alla moderazione dall’altro.

Parashat Ki Tavò. Solo l’ascolto e la comprensione delle leggi di D-o portano all’obbedienza

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Dio non è un tiranno, ma un insegnante. Egli cerca non solo la nostra obbedienza, ma anche la nostra comprensione. Tutte le nazioni hanno leggi, e le leggi vanno rispettate. Ma poche nazioni, se non Israele, fanno della comprensione del perché la legge sia come è, il compito più alto. Questo è ciò che la Torà intende con la parola shema.