di Lia Mara
L’intervento si basa sulla stimolazione cerebrale profonda, utilizzata da oltre quindici anni per il Parkinson e più di recente per la depressione grave. A differenza del metodo convenzionale, sono stati impiantati quattro elettrodi in due diverse aree cerebrali anziché due in un’unica zona. Questi dispositivi, collegati a un pacemaker sottocutaneo, inviano impulsi elettrici per riequilibrare i circuiti neurali responsabili della regolazione emotiva e del controllo degli impulsi.



