Tagikistan: gli ultimi ebrei

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Esistono anche loro. Stando a quanto riferisce un gruppo religioso internazionale che ha sede in Norvegia, gli ebrei tagiki sarebbero appena 480, di cui 280 vivono a Dushanbe, la capitale. Ora dopo aver già raso al suolo l’edificio del bagno rituale, la scuola e la macelleria rituale, le autorità dell’ex repubblica sovietica hanno cominciato a demolire la sinagoga, l’unica del paese, risalente a oltre un secolo fa, per far posto a un nuovo palazzo presidenziale. E’ un edificio di grande valore storico costruito pressappoco all’epoca della moschea sciita di Samarra la cui distruzione, pochi giorni fa, ha suscitato eco e scandalo dovunque. Là si era trattato di un attacco terroristico, qui, ben più grave, del gesto deliberato di un governo che sfida le protestaste internazionali. La comunità ebraica del Tagikistan è costituita per lo più da anziani, poveri e non certo in grado di sostenere le spese per la costruzione di una nuova sinagoga.

L’UNESCO già nel 2004 si era mosso per la protezione di questo patrimonio della memoria, ma non era bastato. Ora con l’appoggio del Congresso Mondiale Ebraico si sta facendo pressione per evitare che questo progetto metta fine alla vita ebraica in Tagikistan e danneggi gravemente la causa del rispetto per le minoranze, della coesistenza fra ebrei e musulmani e della libertà religiosa.

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