Mini-autobus a guida autonoma con tecnologia israeliana. In Europa nel 2023

di Paolo Castellano

Nel 2023 arriveranno in Francia le navette elettriche a guida autonoma con tecnologia israeliana. Il 28 febbraio la società israeliana Mobileye, controllata da Intel con sede a Gerusalemme, ha dichiarato di aver firmato una collaborazione con due aziende francesi per sviluppare e distribuire piccoli autobus a guida autonoma in tutta Europa. Il progetto verrà realizzato entro 2 anni.

Come riporta Nocamels, la navetta elettrica, realizzata da Lohr Group, si chiama i-CristalSul mezzo di trasporto verrà installato un sistema di intelligenza artificiale sviluppato in Israele. Questa iniziativa potrebbe rivoluzionare il trasporto pubblico nel pieno rispetto dell’ambiente, migliorando l’efficienza del servizio.

Il mini-autobus i-Cristal può trasportare un massimo di 16 passeggeri e raggiunge una velocità massima di 50 km/h. Il veicolo sarà dotato anche di una rampa che consentirà l’accesso anche ai viaggiatori disabili.

I produttori affermano che i primi test su strada verranno effettuati in Francia e Israele nel 2022. Mentre la commercializzazione inizierà nel 2023.

Johann Jungwirth, vicepresidente di Mobileye, ha affermato che il progetto renderà la società israeliana una dei “pionieri della tecnologia della guida autonoma nel settore dei trasporti”. «Stiamo plasmando il futuro della mobilità autonoma nel settore pubblico e non vediamo l’ora di portare le nostre soluzioni di guida autonoma nelle regioni di tutto il mondo».

Mobileye ha detto che la sua tecnologia privilegia la sicurezza grazie a un sofisticato sistema di rilevazione dei pericolo mediante l’impiego di diverse telecamere, supportate da un’intelligenza artificiale. La nuova tecnologia israeliana è già stata provata su delle vetture a Monaco e ovviamente in svariati luoghi d’Israele, dove sono stati effettuati i test.

Oltre alla Francia, altri paesi si sono interessati ai prodotti Mobileye. Secondo le comunicazioni della società israeliana di high tech, Detroit, Tokyo e Shangai hanno richiesto di effettuare dei test nelle loro strade.

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