Una scena del film JoJo Rabbit

Il film “Jojo Rabbit”: gli orrori nazisti tra satira e humor nero

Spettacolo

di Nathan Greppi
Quando i giovani studiano a scuola gli orrori delle dittature del ‘900, raramente riescono a mettersi nei panni di quei bambini e ragazzi che vennero plagiati dalla propaganda e dall’odio. A venir loro in aiuto è uscito nelle sale Jojo Rabbit, un film tragicomico diretto da Taika Waititi e candidato a 6 Premi Oscar.

Siamo nella Germania del 1945: Johannes “Jojo” Betzler (Roman Griffin Davis) ha 10 anni, vive con la madre Rosie (Scarlett Johansson) ed è un membro attivo della Gioventù hitleriana. Ma lui si distingue dagli altri giovani per una particolarità: il suo amico immaginario è lo stesso Adolf Hitler (interpretato da Waititi), che lo sprona in ogni modo. Ma quando Jojo scopre che sua madre nasconde in casa una ragazza ebrea, Elsa (Thomasin McKenzie), comincerà lentamente a mettere in dubbio l’ideologia con cui è cresciuto.

Sebbene all’inizio possa sembrare paradossale, la pellicola, tratta dal romanzo Come semi d’autunno dell’autrice Christine Leunens, riesce a raccontare in modo chiaro il fenomeno dell’indottrinamento politico nei confronti dei più piccoli, plagiati dalla propaganda del regime. Infatti, l’Hitler che appare a Jojo sembra un personaggio infantile e caricaturale, proprio perché appare come un bambino se lo immagina. Per Jojo è l’unica vera compagnia dopo che il padre è sparito al fronte e la sorella è morta di malattia. E nel momento in cui Elsa entra nella sua vita, il rapporto con “Adolf” inizia a incrinarsi, sia perché comincia a vedere pian piano il vero volto del nazismo, sia perché quella che lui all’inizio vede come una “lurida ebrea” diventa sempre di più come una sorella maggiore, che riempie il vuoto lasciato da quella morta.

La sceneggiatura alterna scene molto divertenti ad altre molto amare, in quanto si passa dalla spensieratezza dell’infanzia alla realtà di una guerra folle e insensata. Oltre alla Johansson e a Waititi – che a dispetto del cognome maori è di origini ebraiche, tanto che nei suoi primi lavori si firmava Taika Cohen – nel cast si distingue anche Sam Rockwell, il quale interpreta un’ufficiale tedesco che, pur avendo perso un occhio, riesce a vedere meglio di altri la differenza tra il bene e il male.

Jojo Rabbit è un film che riesce a trattare temi come l’odio e la propaganda con umorismo, non banalizzandoli ma rendendoli più facili da comprendere nella loro brutalità. Un film che tocca nel profondo, e non lascia indifferenti.

Aspettiamo quindi la serata della premiazione degli Oscar, il 10 febbraio, per vedere quante statuette porterà a casa!

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