Uno dei registi più acclamati del cinema ebraico e internazionale è sicuramente Steven Spielberg, anche e soprattutto per il suo capolavoro La lista di Schindler; ora viene premiato, anche in veste di produttore, per il documentario A Music by John Williams.
Il lungometraggio è dedicato al talentuoso compositore americano John Williams che, il prossimo 8 febbraio, compirà 94 anni e che, oltre ad aver firmato la struggente colonna sonora di quel film per cui vinse uno dei sette Oscar, attribuiti dall’Academy alla pellicola, collaborò lungamente con Spielberg.
Il compositore, infatti, fu autore della colonna sonora de Lo squalo e di quella dei I predatori dell’Arca perduta per lavorare anche con una serie di altri grandi autori, come George Lucas, in Guerre Stellari e in altre produzioni, internazionalmente famose, come Harry Potter e la pietra filosofale, La camera dei segreti e Il prigioniero di Azkaban, creando l’iconico Hedwig’s Theme che definisce l’intera saga, oltre alla commedia Mamma ho perso l’aereo.
A trentatrè anni dall’uscita della pellicola Schindler’s list, Spielberg e il musicista trionfano, all’interno di questa controversa edizione dei prestigiosi Grammy Awards, avvelenata da roventi polemiche contro il presidente Trump e la sua politica. Con questa vittoria, Spielberg può dunque fregiarsi del titolo di Egot, riconoscimento che, nella sigla, fa riferimento ai pochissimi artisti in grado di vincere una serie di premi del mondo dello spettacolo americano. Vengono infatti insigniti di questo titolo solo coloro che abbiano vinto nella loro carriera, sia l’Emmy Award per la televisione, che il Grammy per la musica, fino agli Oscar per il cinema e il Tony Award per il Teatro e l’intrattenimento.
Ovviamente la rosa dei nomi è assai ristretta e, oltre a Spielberg, il riconoscimento è stato assegnato a Elton John a Mel Brooks e pochi altri fra i quali il celebre compositore inglese Andrew Lloyd Webber, passato alla storia per musical come Il fantasma dell’opera, in tutto poco meno di trenta artisti, secondo il sito di The Guardian.
Così, in attesa del suo ottantesimo compleanno Spielberg si conferma personaggio di successo anche nella produzione del lungometraggio, diretto dal regista francese Larent Bouzereau, che, stando all’articolo di Jewish Chronicle, è stato premiato alla cerimonia di domenica 1 febbraio come miglior documentario.
Come ha reso noto il sito, il regista, ebreo americano, autore fra i suoi tanti film anche dell’autobiografico The Fabelmans, uscito quattro anni fa, aveva già partecipato ai Grammy, in quell’occasione, ma non era stato premiato. Molto emozionato per il riconoscimento, egli ha tenuto un breve discorso in cui, riferendosi alla Lista di Schindler e ai problemi di antisemitismo sofferti durante la sua infanzia, ha affermato che”questo film e Williams, autore delle sue musiche, mi rendono molto fiero di essere ebreo”.
Uscito anche in Italia e trasmesso solo il primo novembre 2024, sul canale Disney+, il documentario, prodotto, oltre che da Spielberg anche dall’attore e regista Ron Howard, famoso per la serie tv Happy Days, come sottolineato in un articolo, firmato dalla giornalista Eva Adelaide, apparso sul sito Sentieri Selvaggi, offre una panoramica completa della personalità e del contributo artistico di Williams con una serie di interviste a collaboratori e personaggi influenzati dalla sua musica.
A questo proposito il sito cita quanto detto dal regista del documentario, autore di un altro appassionante filmato su Roman Polanski, che ha specificato, in merito a Williams, che le sue colonne sonore lo hanno fatto innamorare della musica facendogli capire il loro potere sulla narrazione cinematografica e ha aggiunto che questa era una storia importante da raccontare non solo perché riguardante uno dei più grandi compositori di tutti i tempi ma per il suo messaggio di sopravvivenza della musica orchestrale e dei suoi musicisti. Questo premio, secondo The Guardian, è stato il coronamento di una lunga collaborazione fra Spielberg e Williams, iniziata nel lontano 1974, quando il regista ebreo americano debuttò nel cinema, dopo varie regie televisive e cortometraggi, con il suo Sugarland Express del 1974. Molto soddifatto della premiazione Spielberg avrebbe ricordato non solo il profondo legame con Williams, con cui collabora da oltre mezzo secolo, ma anche il suo impareggiabile contributo artistico dichiarando di essere onorato di aver prodotto il bellissimo documentario, che lo riguarda, diretto da Bouzereau.



