Dall’8 giugno al cinema il film di Natalie Portman ‘Sognare è Vivere’. Inviti omaggio per la Comunità per l’anteprima del 29 maggio

Spettacolo

 

 

Uscirà nelle sale cinematografiche l’8 giugno il film Sognare è vivere’, diretto e interpretato dal premio Oscar Natalie Portman, ispirato al romanzo di Amos Oz Storie di amore e di tenebra. (Guarda il trailer). Al film, allora ai suoi inizi, avevamo accennato in un articolo dedicato alla Portman nel dicembre del 2015.

I membri della Comunità ebraica sono invitati all’anteprima che avrà luogo a Milano lunedì 29 maggio alle ore 20.30 presso Anteo Spazio Cinema, Via Milazzo, 9. Per ricevere gli omaggi, disponibili fino ad esaurimento posti, potete scrivere a invitofilm@gmail.com  indicando il vostro nome. Ogni omaggio è valido per due persone e alla mail sarà inviata una risposta con i dettagli per l’ingresso in sala.

Artista straordinaria e dal talento poliedrico, Natalie Portman avrà il duplice ruolo di regista e attrice. Sognare è Vivere, distribuito da Altre Storie in collaborazione con Giorgio e Vanessa Ferrero, si basa su Una storia di amore e di tenebra, romanzo autobiografico di uno dei più grandi scrittori contemporanei, Amos Oz, pubblicato in Italia da Feltrinelli. La Portman, nata e cresciuta a Gerusalemme, è stata affascinata e ispirata dal libro e ha raccontato: “Sin da quando ho letto il libro, avrei voluto farne un film. Il romanzo è così commovente e ben scritto. Ho sentito tante storie sui miei nonni, sulla loro passione per la cultura e per le lingue, per l’Europa e per Israele. Il libro mi era familiare ed ero molto interessata ad approfondirne i temi”.

Sognare è Vivere è basato quindi sui ricordi di Amos Oz, cresciuto a Gerusalemme negli anni precedenti alla nascita dello Stato di Israele con i suoi genitori: il padre Arieh, studioso e intellettuale e  la madre Fania, sognatrice e poetica. La sua è una delle tante famiglie ebree scappate dall’Europa in Palestina tra il 1930 e il 1940  per sfuggire alle persecuzioni. Il padre Arieh è cautamente ottimista nei confronti del futuro. Fania invece vuole molto di più.  Dopo la paura della guerra e della fuga, la noia della quotidianità opprime il suo animo. Infelice della vita matrimoniale e intellettualmente soffocata, per rallegrare le sue giornate e divertire suo figlio Amos di dieci anni, Fania inventa storie di avventure e di viaggi nel deserto. Amos è completamente affascinato quando sua madre gli legge poesie, gli spiega le parole e la lingua in un modo che avrebbe poi influenzato la sua scrittura e la sua stessa vita. Quando l’indipendenza non porta il rinnovato senso della vita che Fania aveva sperato, la donna scivola nella solitudine e nella depressione. Incapace di aiutarla, Amos deve imparare a dirle addio prima del tempo. Mentre assiste alla nascita di una nazione, deve cominciare ad affrontare un suo personale nuovo inizio.

Il film ha inizio nel 1945, prima della guerra di indipendenza in Israele, quando il territorio è ancora sotto il mandato britannico. Si arriva poi al 1953, diversi anni dopo il riconoscimento dello Stato e quando Amos Oz si trasferisce in un kibbutz. “Si tratta della nascita di uno scrittore, dovuta al vuoto che sua madre ha lasciato”, aggiunge la Portman, “un vuoto che lui deve riempire con parole e storie”.  E proprio alla figura complessa di Fania, madre di Amos, la Portman dedica un’intensa  interpretazione, focalizzando sul rapporto con il figlio Amos una particolare attenzione da regista.

Il film è stato presentato al Festival di Cannes nella selezione ufficiale fuori concorso.

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