Lo riconoscete? Il quadro sottratto dai nazisti sta cercando il suo proprietario

di Michael Soncin

«Se riconoscete questo paesaggio o avete qualsiasi informazione su questo quadro, fatecelo sapere». Così recita la frase, con tanto di pannello esplicativo, affissa accanto al dipinto orfano del suo erede.

Si tratta di una delle tante opere d’arte sottratte illegalmente al popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Il quadro – che misura 38×75 cm – è stato dipinto dal pittore Nicolas Rousseau, un pittore di seconda fascia della cosiddetta Scuola di Barbizon, una corrente realista attiva a metà dell’Ottocento nei dintorni di Parigi”, scrive Il Post.

“Da qualche giorno all’ingresso del Centro mondiale per la pace, le libertà e i diritti umani, un piccolo museo a Verdun, nel nord della Francia, è appeso un quadro che mostra uno scenario bucolico: un ruscello che scende a valle verso una radura, e una donna seduta a riva”, riporta il sito.

Quella della restituzione delle opere trafugate è una questione con non poche insidie, ancor oggi più aperta che mai. Le difficoltà vi sono sia dal punto di vista legislativo, concernenti le normative, che in certi casi precedono la morale, sia nella difficile reperibilità degli eredi.

Molti eredi, ai quali spetterebbe per legittimo diritto il possesso dell’opera d’arte, non ne sono sempre a conoscenza, in particolare quando i perseguitati non sono più tra i viventi e il caso è stato insabbiato. In altre situazioni abbiamo assistito a ostacoli e strumentalizzazioni, come è stato il caso dell’Adele di Klimt dal quale fu tratto il celebre film Woman in Gold.

A tale scopo, in giro per il mondo si sono fatte delle mostre, come quella del 2019 all’Israel Museum di Gerusalemme, con la speranza che qualche proprietario, magari ancora in vita possa riconoscere ciò che gli fu rubato.

La vicenda

Rimase appeso per più di 75 anni a Berlino, nella casa di un soldato nazista di nome Alfred Forner. Qualche anno fa Peter Forner, figlio del sottoufficiale, in una lista di cose da fare, compilata dal padre mentre era  ricoverato in ospedale per un lungo periodo, trovà  “la restituzione del dipinto”. Così, nel gennaio 2019, contattò l’ambasciata francese in Germania. «Da allora il Comitato tedesco per la compensazione delle vittime dei saccheggi e la Commissione francese per la restituzione delle opere culturali trafugate fra il 1933 e il 1945 hanno cercato di identificare i proprietari o i loro eredi», scrive Agence France-Presse, «finora senza successo».

Alfred Forner aveva ricevuto ordine nel 1944 di trasportare il dipinto dalla Francia alla Germania. “Quando arrivò davanti all’edificio in cui doveva depositare il quadro, Forner lo trovò in rovina: decise quindi di portarlo a casa, e ripartire per il fronte”. In seguito morì e il quadro rimase appeso nel suo appartamento fino a poco tempo fa.

Philippe Hansch il direttore del Centro con in mano il quadro di Rousseau. Credit Art Critique

E fu così che si è deciso di esporlo nel piccolo museo a Verdun. Più persone lo vedono e più  aumenteranno le probabilità di un esito positivo dell’identificazione degli eredi legittimi. Il museo è visitato da circa 60.000 visitatori l’anno.
Non si tratta di un’opera pittorica di gran valore. La quotazione si aggira tra 3.000 e i 5.000 euro. Solitamente in queste situazioni, nessuno investe energie per risalire al proprietario. Il desiderio della restituzione, seppur ardua, risiede nel suo valore simbolico. Quando invece i dipinti appartengono ad autori famosi, è  più facile ricostruirne il percorso.

“Il dipinto è un grande simbolo dell’amicizia franco-tedesca e permette di raccontare la storia della Seconda Guerra Mondiale con occhi nuovi”, ha affermato Philippe Hansch, il direttore del Centro. “Vi è orgoglio ed emozione, molta felicità, ma anche responsabilità”, ha aggiunto.

Julien Acquatella, funzionario del Comitato tedesco per il risarcimento delle vittime dei saccheggi (CIVS), ha affermato che lo aspetta “un difficile e meticoloso lavoro d’indagine”.

 

 

Dipinto senza titolo di Nicolas Rousseau.  Credit Times of Israel.

 

 

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