“Ho unito arte e moda, le mie passioni e i miei sogni”

di David Zebuloni

Talia Zoref, MOD_ARTISTA, da Israele al mondo. La giovane illustratrice di moda israeliana ha conquistato icone del mondo fashion e passerelle, da New York, a Parigi, a Milano. Ha ritratto top model e leggende come Anna Wintour e Gigi Hadid, Donatella Versace e Gal Gadot. Un’intervista

La prima volta, incontrai Talia Zoref nel 2018; partecipai quasi per sbaglio a un prestigioso evento organizzato dalla rivista Forbes, e Talia venne nominata dalla stessa rivista una delle trenta giovani promesse del paese. Tra un bicchiere di champagne e l’altro, Talia e gli altri ventinove prescelti (tra i quali anche Shira Haas, poi diventata una superstar internazionale grazie al ruolo da protagonista nella miniserie Unorthodox) sorridevano alle telecamere, rispondevano alle domande dei giornalisti, lanciavano sorrisi ammalianti agli invitati e, quando nessuno li guardava, rubavano un tramezzino dal buffet.
In quell’occasione io e Talia ci scambiammo giusto qualche parola. La serata era ormai giunta al termine e noi ci ritrovammo a chiacchierare in attesa che l’ascensore arrivasse. Scoprimmo dunque di avere un amico comune a New York, una passione per l’arte assolutamente condivisa e ci lasciammo con la promessa di continuare presto la conversazione interrotta. Da allora sono trascorsi più due anni e Talia sembra non aver deluso le aspettative della redazione di Forbes. Alla giovane età di ventiquattro anni, Talia Zoref è l’illustratrice di moda più affermata in Israele, nonché una delle più apprezzate al mondo. “Sin dalla prima infanzia la moda e l’arte erano le mie più grandi passioni – mi racconta Talia sorridendo. – Volevo coltivarle entrambe, ma non volevo essere né stilista né pittrice, così mi sono inventata una nuova professione e sono diventata illustratrice di moda”. Per quanto originale e inedita, l’unione dei due mondi è sempre sembrata naturale alla giovane promessa. “In Italia la cultura della moda è molto popolare e rispettata, ma qui in Israele nessuno credeva che potessi rendere la mia passione una professione. Che i miei disegni potessero realmente valere qualcosa. Io invece ho sempre visto potenziale in ciò che facevo. Per ogni mio disegno immaginavo una collaborazione importante con una casa di moda. Non ho mai puntato in basso”.

I PRIMI PASSI NEL MONDO DELLA MODA
Come sei riuscita a trasformare il tuo sogno di bambina in questo piccolo grande impero che oggi gestisci?
“Inizialmente non mi invitavano alle sfilate di moda, ma io ci andavo comunque. Andavo, e aspettavo fuori. Disegnavo ciò che intravedevo da lontano e appena usciva uno stilista o una modella, mi precipitavo a consegnargli il mio disegno. Poi scattavo delle fotografie e caricavo tutto sul mio blog e sulla mia pagina Instagram. Un giorno, mentre disegnavo fuori dalla porta com’ero solita fare, la guardia di turno mi ha invitato ad entrare. Quella è stata la prima sfilata di moda alla quale io abbia mai partecipato. Non me la dimenticherò mai”. Quando Talia decise finalmente di superare i confini israeliani, tentò il tutto per tutto e volò nella Grande Mela. “Mi sono presentata alla New York Fashion Week senza un biglietto. Ho aspettato fuori dalla porta, ma nessuna guardia mi ha invitato ad entrare, com’era accaduto a Tel Aviv. Ad un tratto si è presentata una ragazza e mi ha chiesto se volevo avere il suo biglietto, perché lei era stanca. La guardai incredula. Ogni piccolo traguardo valeva moltissimo per me e quel biglietto regalato aveva un valore inestimabile”.

L’INVITO ALLA MILANO FASHION WEEK
“Il primo evento al quale sono stata invitata ufficialmente, in veste di illustratrice di moda, era proprio a Milano, alla Milano Fashion Week”, mi racconta Talia ammiccando, come se la mia provenienza e il suo invito fossero legati in qualche modo. “Lì ho incontrato Anna Dello Russo, durante la sfilata di Versace. La conosci? No? Vabbè, non importa, è solo una delle icone fashion più grandi al mondo. In poche parole, l’ho vista in lontananza e inizialmente non ho avuto il coraggio di rivolgermi a lei. Poi ho preso un bel respiro, ho fatto qualche passo e mi sono presentata a lei con il mio disegno in mano. Le ho detto che la stimo moltissimo e che vorrei consegnarle un ritratto che le ho fatto. C’è stato un attimo di silenzio, lei ha ispezionato il ritratto incuriosita e poi mi ha sorriso. Ha detto di essere entusiasta di quel piccolo dono”. In quel momento Talia capisce di non dover più vergognarsi di rivolgersi ai suoi idoli. “Da allora mi sono sempre presentata come Talia Zoref, un’illustratrice di moda israeliana, e ho sempre donato loro i miei ritratti realizzati in tempo reale”.

QUANDO DONATELLA VERSACE CONDIVISE UN SUO DISEGNO
I ritratti di Talia Zoref hanno fatto negli ultimi anni il giro del mondo. Se frugaste nei cassetti di Naomi Campbell, Mariah Carey, Gigi Hadid, Celine Dion, Chiara Ferragni e Gal Gadot, potreste trovarne una copia originale ed assolutamente esclusiva. “Una mattina mi sono svegliata, sono entrata su Instagram e ho visto che Donatella Versace aveva condiviso un mio disegno sul suo profilo personale”, racconta con tono sognante.
E cos’hai fatto in quel momento? Hai gridato? Sei scoppiata a piangere? Ti sei messa a saltare per tutta casa?
“Nulla di tutto ciò. Sono rimasta ammutolita. Non realizzavo, non ci credevo, non me ne capacitavo. Cosa? Donatella Versace ha visto un mio disegno e l’ha condiviso? Ti rendi conto? No no, è impossibile!”. A proposito del suo incontro più emozionante, Talia ricorda quello con Anna Wintour, la direttrice di Vogue. “Mi sono resa conto di parlare con una leggenda vivente”, afferma estasiata.

PANE E SOGNI A COLAZIONE
“Il successo non è arrivato tutto in una volta – confessa Talia. – Ho incontrato molte porte chiuse prima che tutto ciò mi accadesse. La mia pagina Instagram non ha superato i 100 mila followers in un giorno. Gli inviti alle sfilate di Parigi e Berlino, le interviste su Vogue Italia, Grazia, Harper’s Bazaar, Elle, non mi sono piovute dal cielo. Ho dovuto faticare molto affinché i miei sogni si realizzassero. Per questo motivo non do mai nulla per scontato. Perché sono partita da zero, senza l’aiuto di nessuno e con le sole mie forze”. La sua prima collaborazione importante è stata con la casa di moda Missoni. Poi sono arrivate le collaborazioni con Dolce e Gabbana, Armani, Chanel, Moschino, Fendi.
A ventiquattro anni hai già realizzato una quantità di sogni che bastano per una vita intera. Non temi di esaurire il tuo serbatoio di sogni troppo presto?
Talia non batte ciglio. Sembra avere la risposta pronta a questa domanda. “Tranquillo, i miei sogni non finiscono e non finiranno”, risponde, come se mangiasse pane e sogni a colazione. “Il mio sogno è semplicemente quello di continuare a fare ciò che amo. Continuare a collaborare con le maggiori case di moda al mondo. E poi sviluppare quello che è il mio brand, la mia nuova linea personale di opere d’arte e illustrazioni di moda. Recentemente ho cominciato a vendere i miei quadri e girare il paese con diverse esposizioni.
Vorrei anche diventare mentore di quelle ragazze che condividono la mia stessa passione, ma che non hanno gli strumenti per realizzarla. Essere per loro quella guida che io non ho mai avuto”.

 

L’occhio, il tratto artistico che distingue Talia
Il segno artistico distintivo di Talia è l’occhio, che nelle sue opere assume sempre sembianze diverse. Occhi con ciglia lunghe come tentacoli. Occhi che indossano abiti da sera e tacchi a spillo. “Ho scelto l’occhio perché è l’organo che lavora di più nel settore della moda. Specie sui social network”, mi spiega. “La gente guarda e giudica, la gente si limita a ciò che l’occhio riesce a scorgere, senza mai andare oltre”. Le domando se la sua sia una critica al mondo della moda. Lo stesso mondo di cui ha tanto desiderato far parte, sin da quando era bambina. “Proprio così”, risponde Talia senza esitare. “La mia è una critica, ma una critica con stile. I miei infatti sono occhi molto speciali, sempre eleganti e colorati. Talvolta indossano persino Chanel e Fendi. Mica male, vero?”. Vero.

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