un esame su reperti archeologici

Archeologia: Golia e i filistei provenivano dall’Europa meridionale

di Ilaria Ester Ramazzotti
Golia aveva i geni dell’Europa meridionale, l’area da cui provenivano gli antenati del popolo dei filistei. Lo dice un articolo pubblicato lo scorso 3 luglio sulla rivista scientifica Science Advances. Lo studio è stato condotto da un gruppo interdisciplinare israeliano di studiosi dell’Istituto Max Planck per la Scienza della Storia Umana e della Leon Levy Expedition a Ashkelon.

Il gruppo ha svolto una analisi del DNA sui resti di antiche ossa umane lungo la costa di Ashkelon, in Israele, in seguito a scavi archeologici svolti fra il 1985 e il 2016, “facendo luce sulle origini genetiche dei primi filistei dell’età del ferro”. I campioni utilizzati per le indagini risalgono a tre periodi dell’età del bronzo e del ferro, da 3.600 a 2.800 anni fa. “Con questo studio abbiamo finalmente una prova diretta dell’ipotesi sulle origini dei filistei nel Mediterraneo occidentale”, ha detto a The Times of Israel Daniel Master, direttore della Leon Levy Expedition di Ashkelon e capo della squadra archeologica. 

Oltre alle ossa appartenute ad adulti, sono stati analizzati campioni ossei prelevati da resti di bambini sepolti sotto i pavimenti delle loro case (come avveniva secondo un’usanza del XII secolo aC). “Questi bambini non avevano mai viaggiato, bensì furono il frutto dell’immigrazione e della costituzione di nuove famiglie, indicandoci che i loro genitori vennero effettivamente nella regione da fuori, nel XII secolo aC”, ha spiegato Master.

Johannes Krause del Max Planck Institute, principale autore dello studio, ha dichiarato: “Questi dati iniziano a colmare una lacuna temporale nella mappa genetica del Levante meridionale”. Da un confronto con gli studi sul DNA di altri popoli antichi e dai risultati di Ashkelon sappiamo che “le caratteristiche culturali uniche della prima età del ferro si riflettono in una distinta composizione genetica dei primi popoli del periodo”.

 

Menu