Lontananza utopica: Thàlassa sulla spiaggia, al concerto che rievoca la vita

Libri

di Ester  Moscati

Il dialogo è serrato, nasce dal dolore e si nutre del bisogno di “condividere”, a trent’anni dalla triplice perdita – del padre, della moglie, della figlia -, dopo una lunghissima elaborazione. “Se io fossi un leone, Thàlassa, mi resterebbe solo un unico linguaggio: il ruggito della disperazione”. Ma l’autore ha la parola, e la usa per rivolgersi  alla sua bambina perduta, e al suo vivere in lui. Un flusso di coscienza toccante, un lungo percorso per curare la memoria, la parola, le ferite che non cicatrizzano.
Una terapia del dolore, ingrediente cosmico e primigenio, compagno ineludibile.

È il viaggio sulla spiaggia bianca, una spiaggia che è paradiso ma, a volte, anche gabbia che ha fermato Thalassa e Paola, la bambina e sua madre. Su quella spiaggia Reuven/Roberto le incontra, dopo un lungo soliloquio, con la speranza – la certezza – di un contatto eterno.

Di questo libro, Lontananza utopica,  alla Libreria Claudiana il 23 maggio hanno parlato l’autore, Roberto De Pas,  con Stefano Levi Della Torre, mentre il giovane attore Nathan De Pas Habib ha letto con intensità alcune pagine.

Levi Della Torre ha raccontato in incipit gli eventi che hanno originato questo testo. 1988, annus horribilis per De Pas: il padre, che durante la guerra si era salvato dalla persecuzione e dalla caccia degli assassini nazifascisti, soccombe nel suo negozio sotto i colpi feroci di rapinatori “stupidi assassini casuali”.
La moglie e la figlia di 9 anni muoiono in un incidente stradale a Smirne, poche settimane dopo.

Come sollevarsi da un baratro di dolore assurdo e totale, da un male insensato e inesplicabile? Solo dopo trent’anni, una lunga elaborazione genera le parole di questo libro, che le citazioni di filosofi, poeti, scrittori rivelano come un’opera frutto di una meditazione che ha cercato il conforto nell’arte, nel pensiero e che è, alla fine, il tentativo di uscire dal silenzio cercando l’interlocuzione. Dapprima il dialogo è con se stesso, con le molte voci interiori; poi è con Thàlassa e infine con Paola.

Fino all’unione, di fronte al mare e alla musica di violini sulla spiaggia bianca: è un concerto di Luigi Nono, La Lontananza Nostalgica Utopica Futura che dà il titolo al libro perché ne riassume il senso. La nostalgia (“il dolore del ritorno” al passato, attraverso i ricordi) si coniuga con l’utopia di “resuscitare” un contatto nel futuro, per superare e ricomporre la lontananza.

Un libro che è un dono prezioso a sé e di sé, che l’autore fa a chi ha bisogno, anche per se stesso, di speranza.

 

Roberto De Pas, Lontananza Utopica, Bolis Edizioni, pp. 167, euro 18,00

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