Il vitalismo sfrenato del mago di Lublino

Libri

di Redazione

La pia moglie, l’amante cristiana; la magia da illusionista e il misticismo venerabile. Tutto è doppio nella vita fantasmagorica di Yasha Mazur, indimenticabile personaggio di I. B. Singer

Funambolo, prestigiatore, illusionista, maestro, come Houdini, nell’aprire serrature e lucchetti anche bendato o ammanettato. Questo è Yasha, il mago di Lublino. Sul punto di abbandonare la fedele moglie Esther per fuggire in Italia con un’amante, sul punto di usare le sue prestigiose abilità per scopi criminali, come gli consigliano da tempo amici ruffiani e ladri, questo “zingaro della lussuria” d’un tratto si ferma e compie una scelta di “misticismo” estremo. Diventando così, suo malgrado, un saggio venerato da ebrei vicini e lontani. Personaggi come il mago di Lublino se ne incontrano raramente nella narrativa di tutti i tempi: l’irrequietezza, la sensualità, i dubbi tormentosi, gli abbandoni al piacere e al pentimento ne fanno un carattere paragonabile ad alcuni personaggi di Leskov, Gogol’, Cechov. Formidabile, insomma, Yasha Mazur, minacciato dalla noia, malato di irrequietezza, sempre affamato di «nuovi trucchi e nuovi amori», preda di un vitalismo insaziabile. E, come altre figure magistralmente tratteggiate da Singer, combattuto fra voraci appetiti carnali e nostalgia degli antichi riti. Di donne, oltre alla moglie che lo aspetta pazientemente nella casa di Lublino, Yasha ne ha almeno tre o quattro, e di una di loro, una vedova cattolica, è innamorato al punto di volersi convertire per sposarla (ma gli piace parecchio anche la figlia: certo, ha solo quattordici anni, ma basta che cresca un po’…). Con lei vorrebbe partire per l’Italia, che in questo scorcio del diciannovesimo secolo sembra potergli offrire tutte le opportunità che non avrà mai nel suo paese. E tuttavia non sa decidersi, i dubbi lo tormentano «come uno sciame di locuste». Finché un giorno non accadrà qualcosa – qualcosa di terribile – che indurrà il Mago di Lublino a intraprendere un cammino che non avrebbe mai immaginato di percorrere. Un romanzo che non fa chiudere occhio fino alla fine.

Isaac Bashevis Singer, Il Mago di Lublino, trad. Katia Bagnoli, Biblioteca Adelphi, pp. 230, euro 18,00.

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